mercoledì 14 marzo 2012

Lusi, se tutti sapevano perché nessuno si dimette?


Certe cose accadono in Italia. E non a caso la corruzione si mangia 60 miliardi di euro ogni anno. Poi si chiedono perché si acuisca la frattura tra partiti e società civile, tra rappresentati e rappresentanti, tra eletti ed elettori. Danno la colpa all’anti-politica, in realtà la colpa è solo loro. La gente, semplicemente, non ne può più di essere vessata dall’austerità montiana e di vedere ai vertici della società persone dalle dubbie capacità politico-amministrative navigare in galeoni d’oro.
Qui non c’entrano nulla il moralismo, il qualunquismo, il populismo e tutti gli altri -ismi che in questi anni gli incapaci (e i corrotti) di cui sopra hanno usato per delegittimare chi voleva una politica altra, fondata sulla diversità. Qui c’è in gioco la democrazia, perché a furia di esasperare gli animi, la tentazione ad affidarsi a salvifici uomini della Provvidenza sarà molto forte. Del resto, molto del consenso di Mussolini, 90 anni fa, nacque proprio su questo (ci sono parole di Luigi Einaudi, al riguardo, favolose, sulla classe dirigente liberale di quegli anni).
Dunque, in un Paese normale, dove la Questione Morale è affrontata seriamente (e non ritorna di moda solamente durante le campagne elettorali o per cammellare voti), le parole del Senatore Lusi provocherebbero uno tsunami politico. Un effetto domino di dimissioni a catena che stravolgerebbe il volto della politica, con un rinnovamento della classe dirigente radicale.
Secondo i pm Lusi non avrebbe sottratto solo (si fa per dire) 13 milioni di euro, come lui stesso ammesso: i milioni rubati sarebbero addirittura 20. Ma le dichiarazioni più pesanti le fa lo stesso Lusi (che non ci pensa minimamente a dimettersi): “Nella Margherita tutti sapevano. Io facevo quello che mi dicevano di fare.”
Quindi, se tutti sapevano, si pone un altro problema: perché nessuno si dimette? Perché nessuno chiede le dimissioni di tutti i parlamentari ex-classe dirigente della Margherita?

3 commenti:

  1. ... paura vera... minchia che marcio che c'è.

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  2. Sono rimasto colpito dalle dichiarazioni di Luigi Lusi che ho ascoltato giovedì sera a Servizio Pubblico di Michele Santoro.
    Allusioni, minacce, messaggi di tipo mafioso: “Chi doveva sapere, sapeva”... “Questa partita farà saltare il centrosinistra”.
    Che cosa ci sarebbe di “molto più grande” in questa disgustosa faccenda di enormi ruberie tale da creare queste conseguenze così gravi? Nei giorni seguenti Lusi ha rincarato la dose: “Ero il bancomat della sinistra”.
    Francesco Rutelli ed Enzo Bianco hanno provveduto a denunciarlo per le sue “calunnie”. Altre querele sono state preannunciate e la magistratura farà la sua parte.
    Ma non possiamo attendere i tempi lunghi della Giustizia. La pessima opinione che i cittadini hanno dei partiti non lo permette. Gli italiani hanno il diritto di conoscere tutto, soprattutto gli iscritti al Pd e prima ancora tutte le persone che avevano aderito alla Margherita.
    C'è solo un servizio che Lusi può rendere al Paese dopo il suo scellerato comportamento. Quello di parlare, di dire tutto su eventuali complicità, di tirar fuori i nomi. Sono state finanziate certe campagne elettorali, oppure le elezioni primarie di qualcuno? Chi doveva parlare e ha taciuto?
    E c'è un servizio urgente che i partiti debbono rendere all'Italia e a sé stessi: riformare immediatamente il finanziamento pubblico.
    Altrimenti accusare l'anti-politica diventa ridicolo, sarebbe la copertura di insensibilità e colpe gravissime.
    Saluti
    Ivan

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  3. Chapeau... il problema è che inizio ad avere la certezza che la parabola sarà sempre verso il baratro...

    mah...

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