martedì 31 gennaio 2012

Mobilita' sostenibile, il Belgio modifica il codice della strada a favore dei ciclisti


Il Belgio ha modificato il codice della strada, agevolando i ciclisti. Stiamo assistendo a livello mondiale ad una sempre maggiore affermazione delle due ruote. Dalle moto ai ciclomotori fino alle biciclette, anche elettriche, si preferisce sempre più evitare il traffico o cercare percorsi alternativi. Ma dove il territorio non sia organizzato con piste ciclabili o percorsi dedicati nel traffico urbano, i ciclisti sono costretti ad immettersi nel normale flusso delle auto o ad allungare il proprio tragitto. Ci si accorge così che la bicicletta è un mezzo ancora poco regolamentato e “difficile” da condurre in città. Per chi la sceglie comunque, ne deriva una situazione di svantaggio e di rischio per i ciclisti nella circolazione stradale.
Ma il Belgio da l’esempio. Le biciclette sono divenute oggetto di una normativa che ne favorisce non soltanto la circolazione, ma anche il rispetto da parte di motociclisti ed automobilisti. La nuova legge permette ai ciclisti la svolta a destra a semaforo rosso, nel rispetto di alcune condizioni fondamentali: vi sono strade di tipo B22 o B33 nelle quali i ciclisti potranno passare a semaforo rosso o arancione a patto di non intralciare il passaggio di altri veicoli.
Viene inoltre pianificata una rete di “rue cyclables” che mantiene le biciclette nel flusso del traffico principale anche a costo di rallentare gli altri veicoli, perché di fatto – e questa è la vera novità – dovrà essere data sempre la precedenza alle biciclette. Addirittura è prevista una sanzione per i veicoli che intendono superarle. Istituito così anche un limite di velocità presso gli incroci che non permette ad auto e moto di superare i 30 km orari.
La proposta di legge è del luglio dello scorso anno ed il quotidiano belga Le Soir ne annuncia l’entrata in vigore nelle prossime settimane. Scopriamo nel frattempo che sono 5000 in Germania gli incroci che favoriscono già i ciclisti, mentre in Olanda, ove permesso, viene segnalato con apposita targa stradale. La Francia anche si sta attrezzando e la Danimarca è da tempo “un passo avanti”. Se l’Italia delle due ruote ecologiche vuole fare altrettanta strada, è il caso di dire che debba pedalare ancora molto.
Ecoseven

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