”Gli scenari, in Europa, stanno cambiando: adesso, in Francia, ha vinto Hollande. Gasparri, tempi duri per voi, ha vinto la sinistra. Letta (PD), tempi duri per voi, ha vinto la sinistra. Letta, ma lei l’ha sentito Hollande? In 2 giorni ha detto… prenda appunti, se vuole: via dall’Afghanistan, sì ai matrimoni gay e tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici. Letta, voi sono 6 mesi che dite: “Ci alleeremo con l’UDC”. Vi rendete conto che in Francia sareste all’opposizione, Letta?”
Il blog è vostro. Tutti i commenti sono benvenuti e graditi purchè scritti nel massimo rispetto di tutti e inerenti l'argomento trattato. Gli interventi offensivi e/o fuori tema saranno cestinati.
mercoledì 16 maggio 2012
Per un'uscita dal debito al servizio dei cittadini
Il nuovo vento che soffia in Europa forse ci permetterà di imboccare altre strade per la soluzione del debito. Un problema che va sicuramente risolto, sapendo però, che ci sono due modi per farlo: dalla parte dei creditori o dei cittadini. La politica italiana, assieme a quella europea, fin'ora ha scelto i creditori imponendoci sacrifici fatti passare come medicine per salvare l'Italia. di Francesco Gesualdi
Il ritornello lo conosciamo: siamo sotto costante esame dei mercati, se facciamo scelte a loro gradite abbiamo qualche possibilità di cavarcela, altrimenti saremo distrutti. Implicito riconoscimento che fra stato e mercati ormai non comandano più parlamenti e governi, ma banche, fondi di investimento, hedge fund. Ed ecco i politici ridotti a lacchè sempre pronti a lucidare le scarpe ai signori della finanza.
Ma il guaio è che non è sempre facile indovinare la cera più giusta, i mercati assomigliano a damigelle un po' viziate che si stancano subito del vestito appena indossato e con aria annoiata ne richiedono un altro. E se in un primo momento i mercati hanno brindato di fronte alla decisione dei governi di spremere le famiglie con un aggravio di tasse per garantire ai creditori interessi più alti, oggi si dimostrano insofferenti perché sanno che togliendo ricchezza alla gente si rischia di inceppare l'intero sistema, con danno anche per loro.
I tecnici economisti, quelli che sanno servire i mercati meglio dei politici, perché hanno studiato per questo, hanno fatto subito una proposta alternativa: non è dai redditi delle famiglie che dobbiamo ottenere il latte da somministrare ai mercati, ma dal taglio della spesa pubblica che, udite udite,. in Italia ha raggiunto gli 800 miliardi di euro, il 50% del PIL. Una vera bestemmia per i nostri dottori in economia, che si sbarazzerebbero volentieri di pensioni e assistenza alle famiglie (300 miliardi), sanità (100 miliardi), spese degli enti locali (240 miliardi), scuola (80 miliardi). Ma i tecnici d'oltre oceano hanno subito bocciato l'idea, niente po' po' di meno che per bocca di Lawrence Summers, già Ministro del Tesoro e consigliere economico della Casa bianca. In un articolo apparso sul Financial Times del 30 aprile, ricorda che il taglio della spesa pubblica ha un effetto demolitivo sul Pil pari a una volta e mezzo. Come dire che a ogni euro in meno di spesa pubblica corrisponde un euro e mezzo di contrazione del Pil. In effetti non ci vuole la laurea per capire che anche la spesa pubblica rappresenta domanda per il sistema e ogni sua riduzione si ripercuote negativamente sull'intera economia. Così i nostri tecnici lavorano contro la crescita pur invocandola dalla mattina alla sera, al pari dei i mercati che coltivano il caos pur invocando la stabilità.
L'unico modo per uscire da questa politica fallimentare è un cambio di prospettiva. Dobbiamo smettere di inseguire i padroni della finanza e concentrarci sugli interessi dei cittadini. Allora scopriremo che la priorità non è il Pil e la crescita, ma l'equità e i servizi. Due percorsi che oltre a garantire beneficio a ogni cittadino, portano prosperità all'intera economia perché rimettono in circolazione ricchezze nascoste, tutt'al più utilizzate in operazioni speculative.
Fra le prime misure il congelamento del debito inteso come sospensione del pagamento di capitale e interessi per toglierci dalla tempia la pistola dei mercati e riportare subito il bilancio pubblico in pareggio. Congelamento a tempo, accompagnato da un'approfondita indagine popolare per capire come e perché si è formato il debito in modo da individuare eventuali parti illegittime che si ha il diritto di ripudiare definitivamente. A seguire una seria riforma fiscale per ottenere un aumento del gettito fiscale dai grandi redditi e dai grandi patrimoni che costituiscono comunque un sequestro di ricchezza parcheggiata in area improduttiva. E per finire una riqualificazione della spesa pubblica per sbarazzarci degli sprechi, intesi come privilegi e spese inutili, in modo da incanalare ogni euro verso il miglioramento dei servizi pubblici e il potenziamento degli investimenti pubblici in acquedotti, difesa del territorio, case popolari, scuole, ospedali, ferrovie locali. Ecco una politica che potrebbe creare in poco tempo un milione di posti di lavoro, non nel mercato che, stretto com'è fra globalizzazione e competizione internazionale, è grassa se mantiene gli occupati che ha. La vera speranza occupazionale risiede nell'economia pubblica che se ben gestita può anche adoperarsi per rilanciare l'economia privata, non quella orientata all'esportazione come i dottori in economia continuano a dirci, ma quella votata all'economia interna, a partire dall'agricoltura, che di mangiare avremo sempre bisogno. Se le campagne disponessero di viabilità, trasporti, servizi scolastici, sanitari, e tutto il resto che serve per una vita civile, chissà quanti giovani potrebbero tornare a fare i coltivatori diretti specie se godessero di servizi di consulenza tecnica gratuita e naturalmente di credito agevolato. Il che apre tutta la questione del sistema bancario anch'esso da riformare in profondità affinché le banche smettano di essere scommettitori ubriachi che frequentano i casinò e tornino ad occuparsi di credito al servizio dell'economia reale in un'ottica di sostenibilità.
Un programma impossibile? Mercati, dottori in economia e lacchè della politica, diranno che si tratta di solo delirio. E delirio sarà finché ci faremo intimorire dalle loro minacce e dai loro ricatti. Me se avessimo il coraggio di osare, ci renderemmo conto che il nemico è solo una grande pupazzo di carta pesta costretto a farsi da parte se non vuole finire sotto i piedi di un popolo deciso a marciare.
FIDUCIA SI, FIDUCIA NO...MA A BAREGGIO LA CRISI NON C'E'?
Solo pochi consiglieri credono ancora alla fiaba del “abbiamo fatto tanto e abbiamo ancora tanto da fare”, nonostante ciò le liste presenti in Consiglio non sono seriamente interessate a porre la parola fine all’esperienza amministrativa meno partecipativa e trasparente e più iniqua e ideologica degli ultimi venti anni.Auspichiamo che, nonostante risulti palese che non ci siano i numeri, venga comunque presentata e discussa in Consiglio Comunale la sfiducia; sarebbe interessante condividere con i cittadini gli alti e improcrastinabili motivi a causa dei quali si ritiene di non staccare la spina a un’esperienza fallimentare che ha prodotto solamente lo stop al progetto DOPODINOI (la struttura residenziale pensata per i disabili adulti), all’iniziativa dell’autocostruzione, alla variante della statale 11 e che sarà ricordata per aver costruito un parcheggio, aver cambiato i cartelli all’ingresso di Bareggio e aver introdotto il contributo economico per chiunque senza limiti di reddito. Ci sarebbe stata finalmente l’occasione di interrompere lo spreco legato alle elargizioni e agevolazioni pubbliche erogate a prescindere dalle situazioni di bisogno e si sarebbero mandati a casa dei governanti che, quando agiscono, lo fanno pensando che chi ha un reddito basso è potenzialmente un evasore, mentre chi ha un reddito alto ha maggiori spese e quindi deve essere aiutato dal Comune. Non da ultimo, ci sarebbero state le condizioni per interrompere un pericoloso paradosso, l’ennesima costruzione di appartamenti proprio nell’area ex cartiera a soli scopi speculativi in una fase di stagnazione del mercato immobiliare, di crescente difficoltà delle famiglie a far fronte al costo dell’abitare e senza aver minimamente consultato la cittadinanza rispetto a come immaginerebbero il nuovo centro del paese. Per il momento non si ritiene di mettere la parola fine alla giunta delle iniquità… o si teme l’arrivo di un commissario.
Bareggio non è su un altro pianeta, anche qui è arrivata la crisi, quindi basta sperperi. Chiediamo che almeno in questo ultimo anno la si smetta di dare soldi a chi non ne ha bisogno, basta bonus che non prevedono limiti di reddito, e si interrompa il malsano esperimento di introdurre, nella definizione delle tariffe, il principio del “chi ha più bisogno, più paga” abbinato alla riduzione dell’incidenza delle tariffe nel bilancio familiare all’aumentare del reddito. E’ pazzesco, che grazie alle decisioni di questa Giunta, le famiglie meno benestanti contribuiscono a garantire tariffe meno costose per le fasce più alte. Chiediamo una fiscalità più equa nella quale si ritorni a una minore percentuale di copertura del costo dei servizi tariffati per le fasce di reddito più basse. Se si vogliono proporre vere politiche di sostegno per le famiglie si sostengano le giovani coppie che subiscono la precarietà lavorativa o quei nuclei che, sempre a causa del cancro della precarietà e dell’assenza di serie politiche per lavoro, non sono in grado di fornire le garanzie, reali e economiche, per accedere alla locazione.
Constatato poi che questa Giunta è sorretta ormai solo dall’inerzia dei partiti seduti in Consiglio e dalla loro ricerca di rendite di posizione in vista della elezioni, chiediamo che sull’area ex-cartiera si smettano le continue audizioni private di lobby e speculatori e si consultino i cittadini in merito alle loro aspettative. Si è voluto ascoltare il loro parere su dove ubicare la Casa dell’Acqua, perché in quattro anni non si è pensato di consultarli su un’area così importante e così centrale nonostante il fallimento di quanto fatto finora? Potrebbero emergere richieste differenti da un ulteriore municipio, un ulteriore centro civico e un parcheggio sotterraneo privato. Queste proposte sono obsolete e sono state ideate in una fase dove i partiti che siedono ora in Consiglio Comunale sottovalutavano i segnali della crisi provocata dal liberismo e dalla deregulation che anch’essi sostenevano. E’ realistico pensare che in 5 anni non sia cambiato nulla? Sono davvero convinti che costruire altre decine di appartamenti in centro al paese risponda al bisogno dei cittadini bareggesi? Noi crediamo di no, di sicuro non il fare favori agli speculatori immobiliari. Se Bareggio deve essere costretta ad accettare altra inutile cementificazione a causa della legislazione lombardo-padana, questa deve essere spostata dal centro del paese. Stiamo parlando del futuro del nostro centro cittadino, del biglietto da visita di Bareggio. Venga fatta una consultazione pubblica dei cittadini invece di pensare solo alle prossime elezioni. La gente potrebbe volere un ulteriore spazio verde o il centro per il DOPODINOI invece di un altro palazzo per gli uffici di assessori e partiti, che provocherebbe un aumento e non una riduzione dei costi della politica, o un altro centro per iniziative culturali quando il Centro Polifunzionale è fortemente sottoutilizzato. Bareggio ha bisogno di una politica non ossequiosa degli interessi speculativi privati e che tuteli i beni comuni coinvolgendo i cittadini nelle decisioni. Bareggio ha bisogno di più partecipazione e soprattutto di urbanistica partecipata, solo così si eviteranno edifici inutili e spreco di denaro pubblico e si promuoverà una Bareggio più verde.
Il Circolo PRC "F. Magrini" di Bareggio
martedì 15 maggio 2012
Era il 15 Maggio 2005...
Ciao a tutti Voi,
eccolo qui il Blog di alcuni bareggesi... ma che cosa è realmente un blog? è meglio spendere due paroline a proposito. Un Blog è una specie di bacheca elettronica dove si possono "postare" dei messaggi e relativi commenti. E' tutto molto facile e in punta di click!
Chi scrive sul blog? chiaramente tutti (ed è per questo che ho scelto splinder come piattaforma, in parte perchè la conoscevo già ma in parte perchè rende possibile la registrazione di chi vuole scrivere).
Come si fa a scrivere sul Blog? allora. inviatemi una mail all'indirizzo magudado@tiscali.it, io vi reinvierò una mail tramite splinder dove riceverete (mi pare) un link che vi permetterà l'iscrizione. Da li in poi potrete scrivere sul blog.
Quando si parte??
SUBITO!!!
ciao a tutti. E a presto!!
p.s.: Penso che debba essere ammesso tutto sul blog... penso che debba essere anche un buon mezzo per confronti tra opinioni diverse. Vedremo.
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Da allora cosa è cambiato??
Tanto, troppo, ma anche nulla... quasi nulla nel nostro paese, tra giunte di dx che ci sono e quelle di cs che c'erano... sembra che nessuno abbia veramente voglia iniziare (badate non tornare) a fare politica come si deve. E dire che di esempi, ormai, ce ne sono a bizzeffe...
Bene ragazzi io sono riuscito a importare un po di commenti vecchi (dal 2006 e qualche cosa prima) e lavorerò per ripristinare il tutto... ho il file con TUTTA la storia del blog che conservo gelosamente e da cui, magari, potrò tornare a ripristinare tutti i vecchi commenti e post...
Salto così al 2009! vi ricordate???
Faccio gli auguri a Radio Socura, se li merita in fondo... e auguri a Voi, pochi rimasti, che qui passate qualche minutino a sgranchirvi le sinapsi... Grazie, di cuore.
MagU
Tanto, troppo, ma anche nulla... quasi nulla nel nostro paese, tra giunte di dx che ci sono e quelle di cs che c'erano... sembra che nessuno abbia veramente voglia iniziare (badate non tornare) a fare politica come si deve. E dire che di esempi, ormai, ce ne sono a bizzeffe...
Bene ragazzi io sono riuscito a importare un po di commenti vecchi (dal 2006 e qualche cosa prima) e lavorerò per ripristinare il tutto... ho il file con TUTTA la storia del blog che conservo gelosamente e da cui, magari, potrò tornare a ripristinare tutti i vecchi commenti e post...
Salto così al 2009! vi ricordate???
Faccio gli auguri a Radio Socura, se li merita in fondo... e auguri a Voi, pochi rimasti, che qui passate qualche minutino a sgranchirvi le sinapsi... Grazie, di cuore.
MagU
Quest’anno lo voglio festeggiare con una “provocazione”. Il simbolo qui sopra è quello che vorrei trovare alle prossime elezioni comunali.
Vorrei che il senso di questo spazio, del mio piccolo “lavoro” quotidiano, dell’attenzione che tanti di Voi danno ogni giorno a queste pagine, della possibilità di rimanere anonimi ma di dire il proprio parere e della volontà di alcuni di far sapere il proprio nome e le proprie idee, dicevo vorrei che il senso di tutto questo si tramutasse in uno spunto per un nuovo modo di fare politica (l’albero del simbolo è composto di persone) che metta veramente il cittadino al centro del suo modo di progettare, agire e confrontarsi.
La politica che vorrei insomma!
Quella che ascolta, che lavora per i più deboli, che ripudia il malaffare e l’intrallazzo (a qualsiasi livello), che progetta… e che non deve rendere conto ai partiti!
Partire dai cittadini è la scommessa. Far fare i conti ai partiti con i cittadini e non, come accade, lasciare ai partiti la possibilità di fare “affari” solo tra loro… e per loro!
Una politica contro tutti i fascismi! Una politica per l’integrazione e per la convivenza civile dei popoli che sappia far si che dalle diversità nascano valori.
Attenta al territorio, ai paesi vicini, capace di interagire con i comuni attigui per trovare soluzioni a problemi più ampi…
Questa pagina VA SCRITTA! Aspettare ancora non farà che peggiorare le cose…
L’attuale opposizione si gongola all’ombra di un’amministrazione che sta facendo (e c’era da impegnarsi) meno e peggio della passata… e, intanto, le proteste e le mozioni che solleva (sempre l’opposizione) vertono su fioriere e dizionari di bareggese…
… mancano i riferimenti. Occorre cercare di darseli da soli.
Lo spazio della radio è piccolo ma aperto a tutti.
Allora, RADIO Sòcura, TANTI AUGURI! … e parliamone.
-
La storia dimostra che è impossibile cambiare la politica dall'interno, anche se all'inizio sembra che cambi qualcosa con l'andare del tempo le voci si uniformano e le politiche di convivenza prevalgono.
Mentre un movimento "BAREGGIO Il paese che voglio" numeroso, coeso e trasversale ma al di fuori del palazzo può veramente far cambiare le cose.
Immaginati alle prossime elezioni centinaia di persone al di fuori dei seggi con sul petto il logo che hai creato, che non partecipano alle elezioni ma che sono lì come monito per chi vincerà per dire loro che nel movimento potranno trovare un fedele alleato o il più acerrimo degli oppositori.
Questo secondo me, senza avere legami, liberi di dire la propria opinione senza dover rendere conto a chichessia puo essere un modo per far cambiare quella politica che infine è quello che vogliamo.
Io ho conosciuto Radio Socura per questo motivo, sto dicendo alle persone che ho votato, per quello che hanno scritto e detto in campagna elettorale, che stanno sbagliando sullo sport e da un' iniziativa privata siamo passati alla petizione e così via; da 1 a 537. Da 10, 100, 500, a quanti........
Ciao Mauro
gli eventuali eletti sotto una bandiera come la nostra radio socura ( molto bella tralaltro), in caso di vittoria si dovrebbe dare una struttura, un organigramma ,una serie di responsabili, una linea di condotta, obbiettivi comuni a tutti( comprensivi di compromessi strada facendo) o no?
quindi dove è la differenza, perchè disperdere energie, perchè non capovolgere il detto comune con equazione scontata " partiti = a .... bho non si sà",
forse è più facile buttare tutto e partire con qualcosa di nuovo, avendo però ereditato tutto di vecchio.
Comunque Magu, lo sai io ci sarò sempre la dove l'uomo và e si da da fare x cambiare, per cui accetto l'invito per contribuire al cambiamento, ognuno con le proprie capacità, nei luoghi deputati e ritenuti a se stessi piacevoli e consoni.
ciao Magu e grazie ancora per il lavoro che hai fatto e che continui a fare.
Ciao
-
Forse già così si potrebbe cambiare qualcosina...
- Mirko
- L'Enigmista
L'importante è stare nel mezzo... senza avere posizioni.
Come funziona oggi (correggetemi se scrivo bestialità):
[…]
Dato atto che alla carica di Sindaco risulta eletta/o XYZ;
Visto l'art. 46, comma 2, del D. Lgs 18-8-2000, n. 267, che attribuisce al Sindaco la nomina dei componenti della Giunta, tra cui un VICESINDACO;
Richiamato l'art 24, comma 2, dello Statuto vigente che dà la facoltà al Sindaco di nominare, a sua discrezione, un numero di Assessori fino a raggiungere il limite massimo di 6 componenti stabilito dal successivo art. 25;
Ritenuto di avvalersi di tale facoltà per alleggerire i gravosi impegni a cui devono assolvere i componenti della Giunta Comunale; […]
Da quanto sopra si evince che è pura volontà dell’eletta/o sindaco la nomina degli assessori.
Chiaramente (lo sappiamo tutti) trattasi di “falsa libertà”.
Il sindaco del caso, è costretto da pianificazioni a tavolino (che, sicuramente, tengono conto in certa misura anche della sua volontà), fatte per soddisfare le varie correnti del movimento che lo ha appoggiato, a soddisfare le richieste dei singoli partiti in base al loro peso in termini di numero di voti ottenuti (peso politico)
I partiti, dal canto loro, riferiscono alle loro rispettive segreterie (quasi sempre molto prima del raggiungimento dei risultati elettorali) pianificando obbiettivi, strategie e candidature di questo o quell’illustre.
Da quanto sopra capisco che, per assurdo, se il sindaco vuole Dario Fo come assessore alla cultura del proprio comune, lo può nominare indipendentemente dai voti che ha preso o se era o meno candidato.
In una coalizione (partiti, lista civica o quello che si preferisce) che mette in primo piano i cittadini e in secondo piano il peso elettorale, dovrebbe (potrebbe) accadere un’altra cosa:
1) la coalizione che nasce, riunisce competenze, personalità, idee e partiti del paese
2) la coalizione nata progetta una linea comune e gli “specialisti” di questa coalizione sviluppano, per punti, un programma/progetto per il governo del paese
3) la coalizione cerca nel paese la personalità adatta a rappresentarla, cerca di coinvolgerla con il suo progetto condividendolo
4) la coalizione ha il suo candidato
5) la coalizione prosegue il lavoro iniziato per discipline (bilancio, urbanistica, ecc…), il lavoro viene condiviso con il candidato sindaco e, durante le fasi progettuali, le competenze dei futuri assessori emergono ( o sono già note).
6) Il lavoro della coalizione prosegue e la squadra che lavora con il sindaco è già nota alla coalizione, è condivisa e ogni componente (futuro assessore) ha sia una visione di insieme che una visione di dettaglio relativa alla sua disciplina.
7) la coalizione si presenta ai cittadini e da risalto sia al suo candidato sindaco che ai suoi assessori. Il candidato sindaco affronta i dibattiti elettorali con la presenza/appoggio del suo specialista di riferimento (i futuri assessori sono pubblicizzati nella stampa di propaganda elettorale con il sindaco stesso)
8) I cittadini hanno riferimenti chiari prima del voto e possono interloquire con i futuri assessori a piacimento, possono pesarli e, con loro, pesare le potenzialità della futura squadra di governo.
9) Ad elezioni avvenute il sindaco ufficializzerà le nomine come da regolamento.
10) La squadra continua a lavorare insieme e le competenze non si perdono.
Un nuovo modo di fare politica è solo volontà di chi vuole farla la politica…
Attendo commenti
- anonimo
o votando lega o addirittura non andando a votare nelle ultime elezioni politiche 2008,
avendo inoltre la consapevolezza di favorire la vittoria di berlsusconi,
quindi piuttosto che PD meglio berlsusconi sarebbe la filosofia..
La sinistra non è mai stato capace di tenere in piedi una legislatura,
forse perchè ha perseguito la sola strada dell'aumento delle tasse,
forse perchè tanti come me sono convinti che Berlusconi sia colpevole di diversi (non tutti) dei reati che gli sono stati imputati ma è altresì convinta che molti altri imprenditori hanno percorso le stesse strade e amicizie e si siano salvati non esponendosi politicamente,
forse perchè la gente è stufa di sentirsi dire che sì gli immigrati hanno diritto ad avere la loro moschea dove è provato che si fa politica, ma che la chiesa non deve proferire parola,
forse perchè nessuno capisce perchè il poveraccio venga sfrattato e gli abusivi no, forse perchè la gente è stufa di sentir parlare di superiorità morale della sinistra,
forse perchè la gente non capisce perchè si sia dovuto fare un indulto perchè le carceri erano piene e a striscia la notizia (il cui autore e regista e ideatore è rosso fuoco) abbiamo assistito per un mese a filmati di carcere nuove inutilizzate,
forse perchè la gente non capisce perchè al nord la pattumiera ce la dobbiamo gestire e al sud possono decidere di non decidere,
forse perchè quando Veltroni è andato in giro per l'Italia la sinistra gli faceva la controcampagna elettorale
forse perchè l'operaio non si è sentito tutelato dalla sinistra,
ci sono tanti perchè quello che è sicuro è che molti di noi non sono entusiasta del voto, ma convinti che era la meno peggio delle alternative proposte.
forse perchè anche la sinistra sta in affitto a prezzi sociali in centro a Milano, perchè ci sono tante storture a destra e a manca e chi le vede tutte poi sceglie e non sempre solo per furbizia o stupidità.
Berlusconi è un venditore di fumo ma è anche capace di andare dritto al cuore degli italiani che si barcamenano in un quotidiano sempre più difficile. Gli italiani sono stati da sempre sottoposti a dannose e inutili tasse e imposte. Forse per un retaggio storico, comunque i governi ci hanno sempre considerato polli da spennare. Non parlo solo delle imposte sui redditi, sempre molto gravose per i lavoratori dipendenti e per i lavoratori autonomi.
governi di sinistra e sindacati hanno trascorso giorni e giorni in trattative per accordarsi su aumenti mensili di 30 euro lordi.
Il cittadino medio ha questa percezione di essere "spennato" da uno stato inefficiente e sprecone e basta un politico che viene percepito come colui che capisce, che si fa carico delle ingiustizie alle quali siamo più sensibili per dargli il voto.
Forse perche' L'Europa è andata a destra in questi anni, perché la sinistra è apparsa imprigionata, salvo eccezioni, in schemi che l'hanno fatta apparire vecchia e conservatrice, ideologica e chiusa. Ad una società in movimento, veloce, portatrice di domande e bisogni del tutto inediti, si è risposto con la logica dei "blocchi sociali" e di una difesa immobile che finiva con il privare di diritti fondamentali altri pezzi di società.
Da persona che ama il suo Paese lo guardo e vedo gia’evidenti gli indizi di un declino possibile: la precarietà, l'invecchiamento della popolazione, la scarsa istruzione, la debolezza della ricerca, l'inefficienza di molti servizi collettivi, un sistema fiscale in cui convivono sacche di evasione ed una pressione troppo alta, una futura finanziaria fatta col catenaccio parlando col gergo calcistico..tanti tagli alle infrastrutture con la scusa di diminuire Gli sprechi..che si ci sono ma non di tuttta l'erba se ne doveva fare un fascio..
e cosi' strutture come la scuola e le forze dell'ordine si troveranno in braghe di tela..
Forse perche' Un Paese può perdere la sua democrazia per "eccesso" di decisione, ma può anche perderla per "difetto" di decisione.
Gli italiani vogliono che il governo che guida il Paese possa assumere su di sé decisioni e responsabilità, e che e ne risponda. E vogliono sceglierlo.
Col PArtito Democratico si e' chiuso questo ciclo e se ne aperto uno nuovo, di un grande e unico partito riformista,
GLi italiani dal primo all'ultimo non daranno un altra possibilita alla sinistra e BASTA di governare.
ripseto fatevene una ragione , e' ormai passato.. quel tempo..
saluti
Ivan
- Germana
...di un grande ...
Sulle dimensioni non mi sbilancerei troppo, per il momento i numeri non sono granchè soddisfacenti e il perchè a mio parere risiede in gran parte in ciò che ho scritto sopra.
...e unico partito ...
Il partito è unico nel nome, ma è unico, cioè "unito" nei fatti?
...riformista, ...
Questa è proprio una parola che non si capisce cosa voglia dire, talmente vaga e ambigua da essere usata e abusata indifferentemente a destra, a sinistra, al centro, nessuno però che dica con chiarezza quale significato le attribuisce, in quali progetti e azioni di governo dovrebbe tradursi.
Per il momento ha lo stesso valore di un intercalare alla moda.
...GLi italiani dal primo all'ultimo non daranno un altra possibilita alla sinistra e BASTA di governare. ...
Questo non possiamo saperlo per fortuna, se così fosse potremmo dichiarare il nostro sistema democratico definitivamente MORTO.
...ripseto fatevene una ragione , e' ormai passato.. quel tempo.. ...
Questo tono minaccioso e, ammettilo, un tantino arrogante, è per caso un'espressione tipicamente riformista?
La stessa situazione continua a viverla oggi, il tuo partito, che, per quel che mi riguarda, è di centro destra (attenzione nessuna offesa personale mi raccomando! È solo il mio punto di vista).
Un partito che ha voluto (LUI perché le primarie sono state una farsa) Veltroni come leader e che, prima ancora di poter nascere e sbocciare, ha già perso la sua direzione e si trova in empasse davanti a un Berlusconi che (prendo spunto dall’articolo che ho postato questa mattina di José Saramago) “[…]E’ riuscito nell’impresa di dividere il popolo italiano in due parti: quelli cui piacerebbe essere come lui e quelli che già lo sono.[...]”.
Il PD ha “ucciso” la sinistra italiana. Una sinistra che ha mostrato più volte di non essere adatta (come tu dici) a governare ma che è parte della nostra cultura e, dal mio punto di vista, una voce che fa (per certi versi) da grillo parlante.
… potrei continuare ma è sterile.
Parlo, invece, della nostra (a mio modo di vedere) fortuna.
Siamo in un paese.
Abbiamo la possibilità (e il dovere) di essere meglio di quanto i nostri “amici” (a livello nazionale) sono.
Abbiamo la possibilità di essere cittadini che decidono del proprio futuro, io con idee più a sinistra e tu con idee più di centro (magari) e possiamo coinvolgere altre persone che non sono contente dell’amministrazione che hanno e vorrebbero aria nuova.
Nella sezione locale del tuo partito ci sono persone che hanno fatto la storia della politica locale e che, inevitabilmente, sono state anche la causa della caporetto elettorale che il CS ha subito a Bareggio. Loro sanno e tanto basta. Loro muovono voti e tanto basta. Loro possono scegliere di giocare la partita del cambiamento…
Ma loro DEVONO essere trainati da NOI!
Se accadrà ancora il contrario saremo punto e a capo…
Noi siamo tanta gente comune che ne ha le palle piene delle promesse alla cazzo dei politici e di vedere disattese tutte le aspettative, SEMPRE!
Noi possiamo trovare punti su cui lavorare insieme… Lealmente. Noi parliamo italiano (o almeno ci si prova) e non il politichese…
Penso che abbiamo il dovere di essere meglio e di fare in modo che, almeno qui a bareggio, s respiri aria nuova.
e cosi non si va da nessuna parte se non nell'arrancare un passato che non torna piu.
L'Italia e' di indole fascista e quel periodo e' passato. ripeto, senza arroganza.
“alle ultime elezioni comunali la Sinistra Arcobaleno, Partecipare Bareggio, l'Italia dei Valori e altre liste civiche si sono alleate con un "partito di centrodestra" (il Partito Democratico) dopo avere concordato e sottoscritto con lo stesso partito un programma.”
Saprai che tra i cari “amici” del PD e le altre liste che citi (con la mia presenza fino a quando, per inseguire i sogni di qualcuno o per il bene comune – io inizio a non crederci più-, è stata stretta l'alleanza con il PD) c'è stato un lungo (ma luuuuungo) NON corteggiamento che, se tu fossi onesto, aveva già preparato il PD, forse con l'Italia dei valori al suo fianco, a correre per i fatti suoi. Più volte il motto dei tuoi amici del PD è stato “o accettano le nostre posizioni e candidature o si possono attaccare al tram”... correggimi se dico menzogne.
Il mal di pancia è stato solo mio e di pochi altri che non hanno accettato una delle candidature, a mio avviso, peggiori di sempre (nulla di personale inteso) che è stata quella del Paolino.
Qualcuno ha scelto, io e altri (pochi) no... o non abbiamo creduto a quella manovra o, semplicemente, non avevamo cambiato idea sul modo di lavorare di Paolino che avevamo tutti denigrato fino al momento prima dell'accordo...
come sarebbe andata se.... non serve a nulla parlarne...
“Domanda: sapevano cosa stavano facendo? “
Chiedilo a loro... io che ne so?
“Oppure Magu, nel suo furore anti-PD, considera che quei partiti (o liste) siano fondamentalmente tutti di centrodestra [...]
Il mio non è furore... è un'idea come ce ne sono tante altre. Il PD ha, oggettivamente mi pare di poter dire, correggimi sempre se sbaglio, correnti di destra [cito wikipedia]
I Teodem sono una corrente di stampo democristiano e cristiano-sociale che rappresenta la "destra" del PD sul fronte dei temi etico-sociali. Del gruppo fanno parte cinque deputati (Luigi Bobba, Paola Binetti, Enzo Carra, Marco Calgaro e Donato Mosella) e sei senatori (Benedetto Adragna, Emanuela Baio Dossi, Egidio Banti, Cristina De Luca, Luigi Lusi e Antonino Papania), tutti molto vicini a Rutelli, loro mentore politico.[106] Una settima senatrice, Dorina Bianchi, faceva parte del gruppo, ma lo ha lasciato prima di essere nominata capogruppo del partito in Commissione Sanità della Camera.
I Teodem si sono caratterizzati per un forte attivismo nel campo dei temi etici, a partire dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita, l'opposizione ai DICO e le dure critiche alle norme anti-omofobia incluse nel Trattato di Amsterdam. Ciò non significa che essi assumano posizioni conservatrici in tutti i campi: per esempio, aderiscono all'impostazione cristiano-sociale in campo economico.
Tu ci stai? Libero di farlo... ti do fastidio perché non ho la tua stessa spinta emotiva nei confronti di questo “nuovo” movimento che ti fa battere il cuore? Parliamone... io non ho la pretesa di convincerti di altro... ho le mie idee e mi bastano.
Ho mantenuto e manterrò le distanze dal PD per diversi motivi e, tra gli altri, uno di questi è che mi è capitato più volte, sotto elezioni, di vedere i manifesti del nano e quelli del PD troppo uguali, di vedere il PD affannarsi a rincorrere il tema della sicurezza per nel vano tentativo di catturare voti che erano già della lega... vedere il PD raccogliere delle menti in giro per l'Italia, costruirci in torno un castello di consensi e, poi, metterle nel ripostiglio (leggiti questo post tra gli altri http://bareggio.splinder.com/post/19158744#comment).
Un partito che ha dimostrato di essere corrotto non di meno di quelli che tanto criticava ( leggiti questo post tra gli altri http://bareggio.splinder.com/post/19278376#comment).
Un partito, insomma, creato ad arte per raccogliere i consensi di quelli a cui berlusconi da fastidio ma che, mannaggia però... (mi capisci?)
Chiaramente è solo il mio modo di pensare...
[…] mentre Lui rimane l'unica sentinella del bidone (vuoto?) della Sinistra con la "S" maiuscola?”
La sinistra si è suicidata per restare fedele al governo Prodi... io ero entusiasta ma, me meschino, in 2 giorni, dopo le elezioni vinte al tempo, avevo già capito che verso stava prendendo la cosa... mi ritrovavo a lavorare alla festa di rifondazione a Milano, leggevo i cartelli dentro la festa che dicevano “no a tutte le guerre” e, in aula, il PRC votava compatto tutti i rifinanziamenti alle missioni in Afghanistan e al resto... (corto circuito)!
Poi, pian piano, (visto che Bertinotti non ha voluto mettersi a fare il ministro del lavoro per sistemare la MERDA che è la legge Biagi) la sinistra si è affievolita, ha perso la voce... e gli amici del PD hanno staccato la spina...
Allora MPF, torniamo a me... come dici che sono io? ”l'unica sentinella del bidone (vuoto?) della Sinistra con la "S" maiuscola?””... no...
la definizione corretta per il Magu è un un illuso...
sono ancora illuso che ci siano persone che hanno a cuore il paese che se ne sbattono le palle degli interessi dei partiti
sono illuso che non serva avere una bandiera o un simbolo per fare le cose sul serio, non, come accade sempre, all'ultimo momento e ascoltando altri che ci dicono cosa fare
sono illuso che i cittadini, insieme, sono meglio di tutti i partiti
sono illuso che si può prescindere dai partiti o, meglio, averli vicini ma non essere SOTTO i partiti
sono illuso che ci siano persone che la pensano come me...
perché sono illuso?
Perché, in fondo, comanderanno sempre quelli che piacciono a te MPF e tu, invece, avrai soddisfazione...
Io non sono sentinella di nulla... io non voglio essere sentinella.
Il bidone è, comunque vuoto... vale la pena mettere da parte qualche differenza e iniziare a riempirlo insieme, con chi ci sta... e vaffanculo alle bandiere (tranne quella della pace si intende =))!
Ci sarà occasione per ritornarvici su.
Certo che se per quanto riguarda Bareggio il problema sarebbe il Paolino...(mi piacerebbe sapere che ne pensano gli altri) l'argomento è un po'... debolino.
No, secondo me non sei un illuso, sei solo troppo "chiuso" e portato a guardare più alle cose che dividono che a quelle che uniscono.
Fermiamoci un attimo e pensiamo a cosa stiamo facendo e perchè, e se il perchè sono i soldi, allora tutto è lecito. La via propria non ha prezzo, quella degli altri Si! Ecco perchè siamo divenuti un polpolo di mercenari, perchè ci schieriamo con il vincitore di turno e abbandoniamo i valori morali che i Cattolici ci hanno insegnato. Siamo un popolo in controtendenza come dice Beppe Grillo, ci fidiamo dei ladri che fanno promesse ed additiamo come delinquenti quattro pirla che fanno casino allo stadio ed alle manifestazioni. Si sono proprio 4 pirla, i soliti, li conoscono tutti però servono in giro così si puo sempre dire che c'è gente pericolosa in giro. Fermatevi e ragionate, pensate a quello che dicono ma soprattutto non fidatevi. Toccate con mano, chiedete sempre perchè e come, contate le statistiche confrontate i dati ma soprattutto parlate con chi svolge quel determinato lavoro e chiedete se è vero. Riproponete la domanda ad un'altro e confrontate le risposte, poi fate le debite deduzioni...
Siate dubbiosi e se uno sbaglia perdonate, una, due, volte alla terza mandatelo affanculo se è un operaio... se invece si definisce unprofessionista e gli piace il suo titolo non gli serve una seconda opportunità.
CONTINUA....
Emergenza terrorismo, vanificazione della politica ed effetti collaterali
Un rigurgito. Il capo della polizia Antonio Manganelli non ha dubbi sulla matrice del ferimento del dirigente Ansaldo Roberto Adinolfi. Sulla natura della rivendicazione della Federazione anarchica informale (Fai) rimandiamo all’opinione espressa su E il mensile on line da Aldo Giannuli, quando analizza un logo sostanzialmente in creative common, pronto all’uso per chiunque voglia appropriarsene. Ma con qualche sfumatura in più. Manganelli, infatti, oggi ha tenuto a ricordare che questo rigurgito era atteso. E infatti la relazione del 22 febbraio del 2012 alla Camera dei Deputati offre alcuni spunti interessanti.
Di quella relazione i media riportarono due concetti elementari: il primo, che gli anarchici insurrezionalisti erano pronti al salto di qualità e cioè l’assassinio. Il secondo che Manganelli chiedeva un reato ad hoc di tipo associativo per riuscire a fermare gruppi di persone che per la natura stessa della loro matrice di militanza sono difficilmente prevedibili o individuabili.
Di quella relazione i media riportarono due concetti elementari: il primo, che gli anarchici insurrezionalisti erano pronti al salto di qualità e cioè l’assassinio. Il secondo che Manganelli chiedeva un reato ad hoc di tipo associativo per riuscire a fermare gruppi di persone che per la natura stessa della loro matrice di militanza sono difficilmente prevedibili o individuabili.
Così’ parlava Manganelli, testo preso dalla relazione nel resoconto stenografico.
L’anarco‐insurrezionalismo, a differenza della mafia, è molto più gentile nei nostri confronti perché ci racconta quello che ha fatto e che farà. Siccome, in questo momento, ci sta dicendo che sta per fare salti di qualità ‐ nello specifico, si parla di assassinio ‐ dobbiamo capire che fino ad oggi ciò non è accaduto solo perché abbiamo avuto fortuna. Infatti, se salta una pentola a pressione o si mette una bomba in un giardino, provocando l’intervento delle forze di polizia, per poi far scoppiare, due minuti dopo, un’altra bomba nelle vicinanze, è evidente che si intende colpire coloro che sono intervenuti. Peraltro, in Grecia l’assistente del Ministro dell’interno ha ricevuto un plico ed è morto.
Certo, potremmo dire che siamo in Italia, quindi non c’entra la Grecia, ma non è così. Infatti, un’altra interessante novità è che la Federazione anarchica informale (FAI) ‐ cioè aggregazione di anarchici di casa nostra ‐ ha ritenuto di aderire a una proposta dell’omologa organizzazione anarchica greca, la Cospirazione delle cellule di fuoco, che ha offerto all’organizzazione italiana e di altri Paesi di formare una sorta di network internazionale piuttosto agguerrito che potesse mettere in piedi delle violente azioni antisistema (le definiamo in questo modo per indicare il tradizionale desiderio anarchico). L’organizzazione anarchica italiana ha, quindi, aderito a questo network e vi sta partecipando.
In una giornata in cui il ministro Cancellieri afferma “più intelligence e meno scorte”, un utilizzo maggiore dell’esercito nella sorveglianza di persone o luoghi a rischio, resta un certo stupore nella parabola di enfasi che ha seguito il ferimento del dirigente. Preoccupazione, prudenza e attenzione non sono in discussione per chi ha cariche istituzionali o per competenza di pubblica sicurezza e repressione dei reati.
Sono i caratteri cubitali a tutta pagina, gli svarioni incredibili di chi ha titolato riportando fra virgolette frasi inesistenti per accreditare i primi documenti non di rivendicazione, ma a sostegno dell’azione, le pagine del giorno dopo che sbattevano fra i fogli e nel dibattito nazionale la Genova sconvolta dalle Brigate Rosse (e si dovrebbe ricordare anche quella sconvolta da metodi poco chiari dell’antiterrorismo). Gli intervistati: Curcio (che peraltro chiedeva di non essere pubblicato), Segio, le firme chiamate a ripercorrere dinamiche arrugginite invocando lo spettro di anni bui. Di piombo, appunto. Uno si riscopre a rileggere le dichiarazioni del capo della polizia – che oggi ha detto che la stagione brigatista è chiusa – cercando di capire come mai gli esperti di eversione, i grandi giornalisti con gli amici fra le barbe finte non hanno saputo indirizzare i titoli dei giornali su altri quadranti. Viene il sospetto, fondato, di trovarsi di fronte a una emergenza nazionale che viene fatta crescere per imporre un tema all’attenzione sociale, specie nel momento di crisi economica che inevitabilmente – lo si scriveva già tre anni fa – sarebbe prima o poi diventato tema di contestazione sociale. Di rivolta non sappiamo ancora.
Sono i caratteri cubitali a tutta pagina, gli svarioni incredibili di chi ha titolato riportando fra virgolette frasi inesistenti per accreditare i primi documenti non di rivendicazione, ma a sostegno dell’azione, le pagine del giorno dopo che sbattevano fra i fogli e nel dibattito nazionale la Genova sconvolta dalle Brigate Rosse (e si dovrebbe ricordare anche quella sconvolta da metodi poco chiari dell’antiterrorismo). Gli intervistati: Curcio (che peraltro chiedeva di non essere pubblicato), Segio, le firme chiamate a ripercorrere dinamiche arrugginite invocando lo spettro di anni bui. Di piombo, appunto. Uno si riscopre a rileggere le dichiarazioni del capo della polizia – che oggi ha detto che la stagione brigatista è chiusa – cercando di capire come mai gli esperti di eversione, i grandi giornalisti con gli amici fra le barbe finte non hanno saputo indirizzare i titoli dei giornali su altri quadranti. Viene il sospetto, fondato, di trovarsi di fronte a una emergenza nazionale che viene fatta crescere per imporre un tema all’attenzione sociale, specie nel momento di crisi economica che inevitabilmente – lo si scriveva già tre anni fa – sarebbe prima o poi diventato tema di contestazione sociale. Di rivolta non sappiamo ancora.
“La Tav è la madre di tutte le preoccupazioni. Lavoreremo anche per il Piemonte”, ha detto la ministra dell’Interno. Eppure la gestione della protesta No Tav ha già visto l’esercito in prima linea e nessun tipo di mediazione politica. Il radicalizzarsi della protesta, che avviene anche per una scelta di ordine pubblico spesso violenta, fa confluire soggetti diversi nella comunità dei No Tav. Se lo notano gli osservatori nei media, l’intelligence lo sa fin da prima, magari anche dall’interno della stessa protesta. Non ci sarebbe davvero da stupirsene.
Allora la domanda che rimane è a cosa serva andare a ripescare gli spettri del passato, di un passato peraltro mai davvero chiuso nemmeno politicamente, solo in nome di dinamiche di agguato molto simili, a prima vista. Come si fa a prospettare un ritorno ad anni che socialmente e politicamente non esistono più. In pochi giorni si è tornati a parlare di esercito con funzione di polizia, di reati ad hoc (la petizione di Manganelli è rimasta sospesa nell’aria), di attenzione alla No Tav.
Il passo successivo può essere la criminalizzazione di chi protesta anche non con metodi pacifici e venga equiparato a chi spara nelle gambe. Gli autunni sono per definizione caldi. Ma con i numeri su occupati, disoccupati e inattivi, con la politica ‘equa’ che ha preso i soldi a senso unico, con i sindacati marginalizzati, la fine della concertazione, la Fiom fuori dalle fabbriche forse si dovrebbero usare parole e pesi con maggiore attenzione.
O si dovrebbe cercare di capire il perché di questa orgasmatica attenzione, spesso senza vere fonti, o con fonti incerte, che fa discendere da un fatto violento una discussione che arriva fino alle espressioni di dissenso, anche di scontro. Cè una politica partitica debole, che reagisce con un linguaggio ripetitivo e che poco si interessa dei mutamenti sociali in atto. Che non riesce a rispondere alla domanda che si pone il prefetto Manganelli nel corso dell’audizione alla Camera: come mai così tanti sedicenni o minorenni negli scontri di piazza che vengono ascritti all’anarco insurrezionalismo?
Emma Bonino, oggi: «Mi ricordo gli anni del terrorismo, niente è mai uguale, ci possono essere similitudini ma in ogni caso la mia impressione è che alla fine è proprio la vanificazione della politica che produce effetti collaterali». «La parte più violenta -ha concluso- è la parte più preoccupante, ma a volte le forze politiche rischiano di soffiare sul fuoco senza rendersi conto che non possono poi spegnere il fuoco quando decidono loro. Trovo irresponsabile questo meccanismo, e mi auguro che chi soffia sul fuoco si ponga qualche domanda in più. Ogni politica ha l’antipolitica che si merita, mi pare di aver sentito dire».
Angelo Miotto E
Buone pratiche in comune
Di Federica De Maria – Anci.it
“Per noi la gestione del territorio parte da un’area produttiva progettata in modo partecipato insieme ad artigiani, tecnici e osservatorio paesaggistico con criteri sia di sviluppo sia di compensazione e sostenibilità e dal recupero di un’area degradata del comune, in parte ex-cava, e nella conseguente realizzazione di un parco della biodiversità, ora soggetto a domanda di riserva naturale”. Così Luca Gioanola, sindaco di Mirabello Monferrato in provincia di Alessandria, in merito alle buone pratiche realizzate e in corso di realizzazione sul proprio territorio.
“Ci teniamo alla collaborazione dei cittadini nell’obiettivo di ridurre l’impatto della comunità sull’ambiente, dice il sindaco, e per questa ragione operiamo a trecentosessanta gradi fornendo ai cittadini gli strumenti necessari per la sostenibilità. In questo senso, si può leggere anche il piano regolatore a basso consumo di suolo e le espansioni del territorio bloccate, nel tentativo di recuperare l’esistente, dando anche incentivi per interventi di restauro facciate e dimezzamento degli oneri per chi è obbligato a ricostruire una casa in centro”.
L’impronta ecologica a Mirabello Monferrato va di pari passo con la diagnosi energetica e la bonifica amianto degli edifici comunali.
“E’ stato attivato uno ‘sportello bonifica amianto’ che assiste i cittadini, provvede a erogare incentivi e applicare esenzioni e si erogano anche contributi per la sostituzione di vecchie caldaie con nuove ad alta efficienza”, sottolinea Gioanola che precisa: “abbiamo ottenuto la certificazione ambientale EMAS e stiamo installando impianti di illuminazione a LED per tutto il Comune e per il camposanto, un progetto che ha avuto molta rilevanza”.
Rispetto ai nuovi stili di vita ‘eco’ il Comune ha raggiunto la riduzione dei rifiuti di imballaggio con una ‘Fontana leggera’ per l’erogazione di acqua naturale e gasata refrigerata a 5 cent al litro e la consegna promozionale di cestelli con sei bottiglie di vetro con tappo a macchinetta ai cittadini e l’attivazione di convenzioni e incentivi con due negozi della città per i cosiddetti ‘Negozi leggeri’ che vendono prodotti alla spina.
“Per questi negozi, dice Gioanola, c’è l’esenzione totale della tassa rifiuti per tutta la superficie del negozio e del magazzino destinata a questi prodotti”.
Ma l’elenco delle buone pratiche non finisce qui, infatti, come spiega il sindaco: “abbiamo aderito ad un percorso di rifiuti zero formando un osservatorio composto da esperti, tecnici e amministratori che supporta la nostra amministrazione nelle scelte e nelle strategie da applicare; inoltre, abbiamo promosso il compostaggio domestico con incentivi del 10% per chi composta”.
Infine, sotto l’aspetto delle nuove tecnologie, il sindaco afferma: “abbiamo attivato una rete WiFi internet e telefono a banda larga gratuita nelle quattro piazze del centro storico, in biblioteca, nelle scuole e nella sala conferenze per abbattere il digital divide, e stabilito una convenzione per tutti i cittadini, per le attività produttive e per quelle commerciali”.
lunedì 14 maggio 2012
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