lunedì 4 marzo 2013

Bollette da rivoluzionare – Con tariffe europee ogni famiglia italiana spenderebbe 73 euro in meno


La ricerca di Facile.it: paghiamo 0,191 euro per KWh di energia contro gli 0,164 spesi in media da Germania, Inghilterra, Francia e Spagna
Se le nostre tariffe su gas e luce fossero pari alle medie europee risparmieremmo 330 euro all’anno. Lo rivela un'indagine di Facile.it  secondo la quale in Italia infatti i prezzi di luce e gas sono più alti del 20% rispetto agli altri Paesi europei. Il motivo principale? Tasse e imposte applicate a gas e luce in Italia sono più alte di quelle di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna.
Per quanto riguarda i consumi di luce, una famiglia media italiana paga circa 520 euro all’anno (per un consumo annuo medio di circa 2.700 KWh): potrebbe risparmiare 73 euro ogni anno se potesse contare sulle tariffe unitarie in vigore negli altri Paesi considerati. Paghiamo infatti 0,191 euro per KWh, contro gli 0,164 euro per KWh spesi in media da Germania, Inghilterra, Francia e Spagna.
Se sull’energia elettrica il prezzo italiano della quota energia è leggermente più alto rispetto alla media altri Paesi analizzati (0,132 euro/KWh in Italia vs 0,122 euro/KWh degli altri Paesi - con l’eccezione della Germania, che è di molto sopra la media), è notevole il diverso peso delle tasse e delle imposte applicate alle bollette italiane (0,059 euro/KWh contro lo 0,042 euro/KWh degli altri Paesi considerati).
E-Gazette

Rifiuti tecnologici


Come mai frullatori e phon, tostapane e cellulari non sono smaltiti correttamente? Utilizziamo ogni giorno piccoli elettrodomestici, oltre a computer portatili e penne Usb, ma difficilmente li smaltiamo nelle isole ecologiche. I Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) del gruppo R4, tipologia che contempla elettronica di consumo, telecomunicazioni, informatica, piccoli elettrodomestici, elettroutensili, giocattoli, apparecchi di illuminazione, dispositivi medici, finiscono chissà perché in buona misura nel sacco dell’immondizia indifferenziata. Solo il 18% segue il corretto percorso di raccolta e smaltimento, secondo Ecolight, consorzio che si occupa della gestione dei Raee, delle pile e degli accumulatori a fine vita.
RECUPERO - «Meno di uno su cinque è conferito correttamente. Questi rifiuti sono classificati come speciali, composti da importanti quote di materie che possono essere recuperate e da sostanze che potrebbero essere inquinanti. Nel 2012 in Italia ne sono state raccolte quasi 39 mila tonnellate, di cui 15 mila gestite da Ecolight», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale del consorzio.
DISCARICA - Perché il resto prende la via della discarica nonostante l’obbligo di differenziare e riciclare questa tipologia di rifiuto? Si tratta di rifiuti riciclabili al 97%, composti prevalentemente da ferro e plastica, materiali che possono essere recuperati per ottenere materie prime seconde riutilizzabili nei cicli produttivi. La pigrizia di raggiungere l’isola ecologica – non sempre a portata di mano – per consegnare la radio o il tostapane non più funzionanti, in parte contribuisce alla scarsità della raccolta. E poi? «C’è poca conoscenza: il consumatore non sa che questi oggetti di uso comune vanno smaltiti nelle piazzole ecologiche, oppure portati nei negozi perché, secondo quanto prevede il decreto “uno contro uno”, il punto vendita è obbligato a ritirare la vecchia apparecchiatura gratis al momento dell’acquisto di una nuova. Bruci il phon e ne acquisti un altro? Il negoziante ha l’obbligo di ritirare quello vecchio. Se non lo fa incorre in sanzioni», aggiunge Fabio Bianchi dall’ufficio marketing di Ecolight.
UNO A ZERO - Entro qualche anno – ma non prima del 2015 – prenderà il via una più evoluta formula di smaltimento, cioè l’“uno a zero”: sarà possibile smaltire il ferro da stiro come il cellulare o il pc portatile senza necessità di acquisto. Il 2012 è stato un anno di calo generale del comparto Raee, che vede la raccolta scendere del 9%. Ma, nonostante questo Ecolamp, il consorzio per la raccolta e il riciclo delle sorgenti luminose a basso consumo a fine vita (gruppo R5) ha registrato un incremento del 12% a livello nazionale, conteggiando 1.639 tonnellate di sorgenti luminose raccolte, contro le 1.468 del 2011. Anche se parte dei negozianti obbligati per legge al ritiro delle lampadine esauste non collaborano: solo quattro centri della grande distribuzione su dodici coinvolti hanno garantito il ritiro.
Anna Tagliacarne – Corriere.it

Germania: no del senato al Fiscal Compact


Il Bundesrat (molto simile al nostro Senato, eletto su base federale e oggi a maggioranza SPD-Verdi) ha rimandato alla Commissione di mediazione il Fiscal Compact, proposto dal governo Merkel. I Länder (gli Stati-regione tedeschi) chiedono invece 3.5 miliardi di euro per 5 anni e in opposizione al Fiscal Compact hanno chiesto il varo di un salario minimo di 8.50 euro l’ora: attualmente in Germania esiste l’Hartz IV, un reddito minimo per chi è disoccupato e ha già versato un anno di contributi o è in cerca di lavoro una volta terminati gli studi.
In Germania c’è già aria di campagna elettorale, le elezioni si terranno a settembre di quest’anno. Cambierà qualcosa nella locomotiva europea? Probabilmente no, ma c’è un punto su cui riflettere che ci riguarda molto da vicino.
La notizia qui sopra è stata presa dal sito di informazione svizzero ticinonews ed è stata riportata anche dal Giornale Radio della RAI. Il resto tace. I soloni di destra, sinistra e oltre sono probabilmente ancora troppo occupati nel continuare la campagna elettorale e fare previsioni su chi terrà in mano il cerino quando si formerà il nuovo governo. Tanto noi siamo furbi e sappiamo da sempre che il nostro nemico è la Germania tutta, mica il neoliberismo di casa nostra e casa loro. Chi ha orecchie per intendere intenda, gli eletti si diano invece una mossa e comincino a lavorare.

Il 16 marzo a Firenze la Giornata della Memoria e dell’Impegno


E’ la città del Rinascimento e Libera l’ha scelta per la XVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno, perché  – come spiega Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera,” anche da Firenze la società civile  possa trovare il modo per ripartire, per rinascere”. A pochi giorni dal risultato elettorale incerto che tiene il Paese (e i mercati) con il fiato sospeso, parte il conto alla rovescia per la Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si terrà a Firenze il 16 marzo.

La diciottesima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno quest’anno sarà a Firenze, perché?

A Firenze, in primo luogo, perché sono trascorsi vent’anni da quando le bombe della mafia hanno ucciso degli innocenti nella strage di via dei Gergofili ferendo a morte quella città e tutto il Paese. Vent’anni per ricordare loro e tutte le vittime delle mafie. Firenze perché è la città del rinascimento: e noi da Firenze vorremmo far ripartire con più slancio il cambiamento. Far rinascere il Paese perché c’è bisogno di rimboccarsi le maniche e andare avanti con più forza. Dopo le edizioni di Potenza, al Sud e di Genova al Nord, volevamo fare tappa nel cuore dell’Italia proprio per ripartire da lì, dalla bellezza e dalla forza custodite non solo a Firenze ma in tutta la Toscana.

Un Paese che da 48 ore fa i conti con il risultato elettorale complesso: qual è il segnale che è arrivato dai cittadini?

Se c’è un dato che emerge su tutti, a mio avviso, è che in questo Paese i cittadini non hanno più fiducia in chi li ha rappresentati negli ultimi 20 anni. Si può ragionare sulle modalità con cui questa sfiducia è stata espressa, certamente, ma non si può non vedere che hanno lanciato ai partiti tradizionali una richiesta chiara: noi vogliamo contare. Con Libera intercettiamo ogni giorno, nel nostro lavoro sui territori, quella parte di Paese che si rimbocca le maniche ogni giorno, che prova a dare  fiato alla speranza. Che non si rassegna e che vuol fare la propria parte. Quando dicono che è “antipolitica” quella di chi chiede un cambiamento, beh, io dico che è antipolitica quella fatta dai politici che per troppi anni non si sono occupati delle persone, dei beni comuni, dell’interesse di tutti. Quella è la vera antipolitica. Così nonostante i risultati io voglio dire che c”è fermento nel Paese: c’è voglia di fare. Io credo che dovremmo leggere positivamente questo risultato che può, per certi versi, sorprendere o scoraggiare. Dovremmo saper guardare al messaggio di speranza che a suo modo invia: ripartire dal bicchiere mezzo pieno, per capirci.

Un impegno che si rinnova da XVIII anni anche alla Giornata della Memoria ma che non sempre le istituzioni sono pronte ad ascoltare?

Il caso della mancata istituzionalizzazione, attraverso il disegno di legge che giace da anni in Parlamento, di questa Giornata della Memoria che i tanti familiari che la organizzano con Libera ogni anno sentono la “loro” giornata, è un paradosso. Ogni anno da tutte le città arrivano in tantissimi per una giornata che la politica non è riuscita a rendere ufficiale, nemmeno dopo diciotto anni.

Una giornata che è un percorso…


Un percorso che – ormai da tanti anni – comincia il primo giorno dell’anno, fa tappa il 21 marzo (il 16 a Firenze per favorire la partecipazione, ndr) e continua a camminare per il resto dell’anno. Questo appuntamento, infatti, è sempre più la tappa di un percorso. In ogni città in cui siamo stati la giornata è stata l’occasione per fare il punto, per mettere insieme energie, per ricominciare. La tappa, appunto, di un percorso di rinascita che non dovrebbe mai arrestarsi.

Come ha risposto la città all’arrivo del “21 marzo”?


Con grande entusiasmo e voglia di fare, non solo Firenze ma tutta la Toscana. C’è stato un calendario fittissimo di iniziative, di dibattiti, di momenti di formazione. C’è stata tanta voglia di fare, di fare insieme. Sempre più, inoltre, sta passando l’idea che la Giornata della Memoria fatta in città in cui “tradizionalmente” non sono radicate le mafie abbia un valore che va oltre la solita frase che anni fa ci sentivamo dire “ma perchè qui, qui non ci sono le mafie”. Oggi questa consapevolezza della pervasività della criminalità organizzata la sentiamo presente nei cittadini e questo li mette immediatamente insieme per “fare” la Giornata della Memoria e dell’Impegno per quel significato profondo e che vale per tutto il Paese. E va anche oltre.

Il programma delle giornate

Venerdì 15 marzo
Ore 15:30, Riunione dei Familiari nella Sala dei 500 a Palazzo Vecchio (riservato ai familiari)
Ore 18:00, Veglia dei Familiari alla Basilica di S. Croce
Ore 21:00  presso il teatro Obihall proiezione cortometraggio NoCrime Film Festival
Ore 21:30, presso il teatro Obihall spettacolo teatrale "Ultimo domicilio: sconosciuto" regia di Fiamma Negri e Bruno Cortini

Sabato 16 Marzo
Ore 8:00 concentramento dei partecipanti alla Fortezza da Basso
Ore 9:00 partenza del Corteo
Ore 10:45 arrivo del Corteo allo Stadio Artemio Franchi (Via Pierluigi Nervi)
Ore 11:00 Inizio lettura dei nomi delle vittime di mafia sul palco e interventi dal palco
Ore 12:45 Inizio esibizione Fiorella Mannoia
Ore 14:30 Inizio seminari
Ore 17:30 chiusura seminari

Note: per partecipare ai seminari è necessario iscriversi

Per informazioni:
Segreteria di Firenze
segreteriafirenze@libera.it
cell. 3669217001
Per il programma delle giornate, le schede di adesione, le indicazioni su dove pernottare, il materiale per le scuole:www.libera.it

PERCHE' IL MOVIMENTO 5 STELLE NON E' UN FENOMENO PASSEGGERO


Grillo appare credibile nella volontà di farlo, anche perché la sua campagna elettorale non è costata nulla mentre quella di tutti gli altri è stata costosissima. Se il buon giorno si vede dal mattino Oliviero Beha


Vorrei passare dalla logica, che a mio parere è uscita al galoppo dalle urne, alla semplicità/linearità/trasparenza di ciò che sostiene Grillo, che è sotto gli occhi di tutti solo a volerla vedere. Ma in un momento in cui alla Flaiano in molti nelle caste e nella supercastapolitica tentano di salire sul carro del Movimento 5 Stelle, almeno precisiamo un punto: la libertà di opinione e l'indipendenza di giudizio si pagano care. Uno ha il diritto di pensare e sostenere il meglio o il peggio di Grillo o di qualunque altra cosa, possibilmente non alterando la realtà né contraffacendola come invece è accaduto e accade quasi sempre: ma un conto è che lo faccia disinteressatamente, per l'esercizio della facoltà di critica, un conto è che tifi pro o contro qualcuno (nel caso Grillo) oppure "investa in borsa" (nella borsa dei vantaggi personali) scommettendo su qualcuno (nel caso sempre Grillo) per cavarne un utile.Chiamasi speculazione ma non nel significato nobile di ragionamentoteoretico. 

Tutto il capoverso precedente riguarda lo stato della politica politicante, della stampa e degli intellettuali (sic!!!) di questo Paese, in toto e in parte. Che poi si lamentano della poca democrazia di Grillo in questo campo. Sarebbe giusto, legittimo farlo in teoria e in assoluto, ma senza i carichi pendenti di cui sopra. Altrimenti è quella che i presocratici chiamavano dottamente "presa per il culo". 

E adesso a noi, a voi, a lui, a loro: nelle borgate romane peggio messe, cfr. la leggendaria Tor Bella Monaca, Grillo ha fatto il pieno di voti. Più di Berlusconi, con quel popo di promesse sulla restituzione dell'Imu, una forma sofisticata di voto di scambio pre-elettorale oggetto di denunce alle Procure. Intendiamoci, il terreno è scivoloso e De Gregorio, l'ex IDV che ha avuto (dice lui) 3 milioni per cambiar casacca dall'allora Presidente del Consiglio, potrebbe addirittura invocare l'esempio di Lincoln come dimostra l'omonimo film in cui durante la guerra di secessione lo storico Abramo compra deputati e allunga il bollettino bellico per arrivare all'abrogazione della schiavitù. Mi sento di escludere che il duo Berlusconi-Di Gregorio si sia mosso con fini analoghi... 

Ma che c'entra Tor Bella Monaca e il voto a Grillo? C'entra se seguiamo il percorso del denaro. Le fasce più deboli in Italia (e non solo) non ne hanno più. Il minimo che pretende chi soffre senza lavoro magari affogando nell'usura dei mutui è non veder resistere i privilegi, che sono certamente potere ma alla fin fine soldi. I tagli ai parlamentari, alle loro prebende, alle Province, ai rimborsi elettorali, alle auto blu...vengono bollati dai benpensanti come "qualcosa che non va bene ma non cambia la situazione". Non cambierà quella economica ma c'è un sentore, uno spirito del tempo da considerare. 

Ebbene, lasciamo al momento da parte i vari programmi macroeconomici di Grillo, che sembrano non spaventare più di tanto il segretario di Stato americano John Kerry in visita a Roma che si è dimostrato molto interessato all'M5S né intimorire un industriale di grandissimo successo anche se non immacolato penalmente di fronte al fisco come Del Vecchio di Luxottica. Tra le ipotesi di Grillo di cui si deve discutere ci sono anche queste necessità primarie: ridurre sprechi e privilegi che offendono il sentore comune. 

Non è così difficile, giacché a parole tutti dicono che sarebbe giusto tagliare, ridurre, eliminare, ma lo dicono ipocritamente senza volerlo fare davvero, esattamente come è accaduto con la legge elettorale "porcata" ( a chi difende qui il Pd sulla questione suggerisco di andarsi a controllare la legge elettorale della Regione Toscana, precedente alla "porcata"). Grillo appare credibile nella volontà di farlo, anche perché la sua campagna elettorale non è costata nulla mentre quella di tutti gli altri, per dire Ingroia compreso, è stata costosissima. Se il buon giorno si vede dal mattino...Il resto è schermaglia politica, e i prossimi giorni ci chiariranno (forse) le idee.

venerdì 1 marzo 2013

Cosa c'è di buono?


Sono andato a leggermi il programma elettorale di M5S sul sito del M5S di Parma, appunto.
Sebbene improntato su una realtà che è diversa e più estesa rispetto a Bareggio, da degli ottimi punti di riflessione/spunti.
Lo linko qui sotto.



Si può adattare o far calzare alla nostra realtà?

Che dite?

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