martedì 13 novembre 2012

Rapporto acque - Ogni anno spesi 1,4 miliardi per il dissesto idrogeologico

Firenze, 5 novembre – Ogni anno il nostro paese spende 1,4 miliardi di euro per le emergenze connesse al territorio. Senza contare il costo in vite umane. “Dobbiamo scegliere se continuare a partecipare a commemorazioni per eventi connessi a frane o alluvioni oppure investire in prevenzione idrogeologica, alzando anche la capacità di gestione. Alluvioni e siccità si alternano senza soluzione di continuità”: Adolfo Spaziani, direttore generale di Federutility - la federazione che riunisce la totalità delle aziende dell’acqua oltre a società del gas e dell’energia - illustra con queste parole il “Rapporto generale sulle acque: obiettivo 2020”, realizzato dalla Federazione e presentato in queste ore a Firenze in occasione dell’anniversario dell’alluvione che colpì il capoluogo toscano nel 1966.
Le priorità? Per Federutility bisogna combattere la mancanza cronica di dati, la difficoltà nel realizzare investimenti e risolvere un’articolazione di competenze istituzionali troppo complessa.
Lo studio, disponibile on line sul sito www.federutility.it, ha riunito e analizzato le ricerche che negli ultimi anni sono state realizzate da Istat, Protezione Civile, Ispra, Cresme e altri soggetti pubblici e privati. Ne è emerso un quadro inquietante, secondo il quale dei circa 30mila chilometri quadrati di aree “ad alta criticità idrogeologica” - ossia soggette ad alluvioni, frane e valanghe - il 7,5% sono in territori montuosi e collinari e il 19% si trovano su aree pianeggianti. Sono quelle stesse aree che in cinquant’anni, dal 1961 al 2011, hanno prodotto 4.082 morti, 83 dispersi, 2.851 feriti e 437.390 sfollati e senza tetto, con un costo economico per strutture e infrastrutture dissestate di 62,4 miliardi.
Per il sottosegretario del ministero dell’Ambiente, Tullio Fanelli, “il settore dell’acqua è dato per scontato. Con gli attuali cambiamenti normativi siamo invece di fronte a un momento storico per uno sviluppo della governance e per una ricerca dell’efficienza. Si deve puntare alle smart grid dell’acqua, valorizzando gli aspetti positivi. L’eliminazione del rischio idrogeologico, per esempio, significa aumento del valore del terreno, di un immobile, di un’area a uso agricolo. E il taglio positivo potrebbe aiutare nella ricerca di finanziamenti”.
Egazette

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