martedì 8 gennaio 2013

Furto all'Eurospin: bloccata una donna di Casorezzo


Bareggio Succede ormai tutti i giorni. I furti nei grandi magazzini ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Oggetti preferiti? Quelli tecnologici costosi, ma anche il vestiario. E non solo, perché c’è anche chi corre il rischio di essere arrestato per poca roba. La crisi morde sempre di più, le difficoltà a tirare la fine del mese sono evidenti, il lavoro è sempre più precario e molti cercano di farla franca cercando di nascondere tra i vestiti piccoli oggetti. Poco tempo fa è accaduto al centro commerciale ‘Il Destriero’ di Vittuone dove sono state arrestate tre ragazze che avevano trafugato capi di abbigliamento e l’altra sera è accaduta nuovamente.

Questa volta all’Eurospin di Bareggio. Una donna di 57 anni, A.T. di Casorezzo, si è introdotta nel supermercato mischiandosi ai clienti e ha rubato generi alimentari cercando di scappare senza pagare il conto. Purtroppo per lei è stata bloccata dal personale di vigilanza interna. Sono stati allertati i carabinieri di Bareggio che hanno formalizzato, nei suoi confronti, l’arresto per furto aggravato. La donna verrà sottoposta a rito direttissimo presso il tribunale di Milano.

GM Città Oggi

Arriva la primavera in pieno inverno e il 2013 sarà un anno bollente


Un inizio d’anno così primaverile non si vedeva da parecchio tempo. Quasi ovunque, soprattutto al Centro-Sud, in questi giorni la temperatura si è mantenuta tra i 15 e i 20 gradi. Certo, il grande freddo ritornerà presto ma non preoccupatevi perché, sulla base degli ultimi dati diffusi dal Met Office, il 2013 sarà un anno caldissimo.
Secondo l’ufficio meteorologico inglese, le temperature saliranno infatti di ben 0,57°C e il clima mondiale raggiungerà una media da record, la più alta dal 1850.
Il 2013 sarà quindi uno degli anni più torridi dell’ultimo decennio con temperature mediamente più alte da 0,43 a 0,71°C rispetto alla media planetaria, pari a circa 14 gradi.
I dati derivano da uno studio condotto dal Met in collaborazione con l’università dell’East Anglia, il Nasa Goddard Institute of Space Studies e lo US National Oceanic and Atmospheric Administration.
Diverse, secondo i ricercatori, le ragioni del surriscaldamento: da un lato, la naturale e inevitabile variabilità del clima, dall’altro le emissioni di gas serra anche se, come ha spiegato Dave Britton, meteorologo del Met Office “un aumento globale delle temperature non significa necessariamente che ogni regione del mondo diventerà più calda, in quanto la variabilità climatica produce effetti diversi a seconda delle diverse parti del mondo”.
La maggior parte degli scienziati ritiene però che il principale colpevole di questo surriscaldamento esponenziale è l’essere umano: bruciando carburanti fossili ha fortemente contribuito all’emissione dei gas nocivi che hanno fatto surriscaldare l’atmosfera provocandol’innalzamento dei mari e gli eventi catastrofici che hanno caratterizzato gli ultimi anni come i tornadi e gli uragani.
Anche il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico IPCC ha emesso un report che rivela come le temperature globali potrebbero salire ulteriormente, fino a 2°C in più da qui al 2100, crescendo negli anni fino ad aumentare di 4,8 gradi addirittura.
Ma non è ancora detta l’ultima parola: nel corso dell’ultima conferenza ONU sul Clima di Doha è emerso infatti che fermare i gas serra è possibile. Come ha sostenuto Achim Steiner, il segretario dell’Unep, il Programma ambiente delle Nazioni Unite “i fondi per la riconversione del sistema produttivo sono a portata di mano. Basta spostare i sussidi ai combustibili fossili, 523 miliardi di dollari nel 2011, in direzione dello sviluppo sostenibile, della green economy, dellefonti rinnovabili“.
Non Sprecare

LO SPOT DI MCDONALD'S? E' "SOLO PROPAGANDA"


La campagna pubblicitaria della catena di fast-food sugli investimenti in Italia scatena le ire della Cgil


 

"Noi nell'Italia ci crediamo, per questo diamo lavoro a oltre 16.000 persone e ne assumeremo oltre 3.000 nei prossimi tre anni". Il messaggio pubblicitario inizia a circolare con insistenza. E' di McDonald's e, di questi tempi, annuncia una grossa opportunità di occupazione. Ma non è tutto oro, almeno a quanto dice la Cgil che sullo spot della maga-catena di fast food ha aperto un vero e proprio caso. 

"Gli investimenti, la prospettiva di nuove aperture, il numero di dipendenti attualmente in forza, l'importante incidenza di rapporti di lavoro a tempo indeterminato e le assunzioni previste rappresentano un dato indiscutibilmente rilevante - dice la Filcams Cgil - ma parziale. Il problema è come si lavora da McDonald's, e questo non è altrettanto pubblicizzato". In sostanza - dice il sindacato - l'80% dei lavoratori, non certo per scelta, ha un contratto a tempo parziale di poche ore settimanali, con il sistematico obbligo di prestare servizio in orario notturno e domenicale/festivo. "La retorica, il sensazionalismo e le strumentalizzazioni, quando si discute di diritti fondamentali e di lavoro - conclude la Cgil - non solo sono fuori luogo ma non sono di alcuna utilità". 

Secca la risposta dell'azienda: "McDonald's sta assumendo, non sta licenziando, quindi ci sorprende e ci dispiace la posizione di Filcams Cgil: consideriamo fuori luogo queste critiche, che arrivano proprio nel momento in cui annunciamo che assumeremo 3.000 persone nei prossimi 3 anni". Certo - aggiunge l'azienda - "da noi molti contratti sono part-time, una modalità molto utilizzata nel settore ristorazione, assolutamente a norma di legge, e che per alcuni può essere un'opportunità, come ad esempio per gli studenti-lavoratori, che rappresentano il 30% della nostra forza lavoro". 

Appuntamento!


lunedì 7 gennaio 2013

ACQUA: UNA PRIORITÀ


Secondo l'Oms, ogni anno oltre 1 milione e mezzo di bambini sono vittime del mancato accesso alle risorse idriche. Serve una nuova cultura educativa che avverta come prioritaria la tragedia di maggioranza di umanità esclusa dall'accesso all'acqua


"Laudato si, mi Signore, per sora acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta". All'inizio del '200, Francesco d'Assisi celebrava con queste parole il legame profondo che esiste tra l'uomo e l'acqua, utile, umile preziosa e pura. 

Circa il 70% della superficie terrestre è coperta dalle acque ma meno dell'1% è la percentuale di acqua potabile. Secondo gli studi diffusi dalla FAO la scorsa estate, circa il 70% delle risorse idriche viene destinato ad usi agricoli, il 22% per usi industriali e l'8% per usi domestici. Secondo la FAO, per sfamare una persona occorrerebbero attualmente tra i 3000 e 5000 litri di acqua al giorno e la quantità minima per soddisfare i suoi bisogni essenziali sarebbe di circa 40 litri. Oggi un europeo ha un consumo idrico giornaliero di oltre 300 litri per gli usi domestici mentre 4000 bambini al giorno muoiono a causa dell'insalubrità dell'acqua e le cattive condizioni sanitarie. L'acqua è bene vitale pertanto l'accessibilità alle risorse idriche dovrebbe essere un diritto universalmente riconosciuto ad ogni essere umano e non il privilegio di una minoranza della popolazione mondiale come oggi é. La situazione attuale apre una complessa serie di interrogativi sul quale è utile riflettere. Quale relazione c'è tra scarsità, sistema produttivo e stili di vita? Quale connessione vi è tra mancanza di accesso all'acqua potabile di circa un quarto della popolazione mondiale e il controllo delle fonti dei servizi idrici da parte delle multinazionali? Quali sono le responsabilità dei governi? Quali gli effetti della privatizzazione?

Quando parliamo di acqua, parliamo di un bene comune inalienabile che si è trasformato in un bene economico la cui gestione risponde alla logica del profitto e produce mancanza. Per esempio, la mancanza di interesse per la riduzione dei consumi o per l' equità della distribuzione delle risorse idriche o, ancora, per la loro conservazione. Tutte queste riflessioni ci portano a una domanda fondamentale: di chi è l'acqua? Sembra una domanda puerile, nella sua semplicità ma non lo è affatto perché anche la risposta è semplice: l'acqua è di tutti. La risposta è così semplice perché i disastri che sta portando una gestione proprietaria ed esclusiva dell'acqua non sono più tollerabili: una strage silenziosa che, secondo le stime dell'OMS, ogni anno conta oltre 1 milione e mezzo di bambini vittime del mancato accesso alle risorse idriche.

Non sono cifre aride. Non si può rimanere freddi o rassegnati all'impotenza. Siamo obbligati a capire che il bene comune non è un principio astratto ma chiede priorità. Serve una nuova cultura educativa che avverta come prioritaria la tragedia di maggioranza di umanità esclusa dall'accesso all'acqua. Si tratta di una questione urgente, che non deve riguardare solo la progettazione di scenari futuri ma anche l'immedaita disciplina delle attività economiche legate all'acqua, cioè la disclina dell'intero sistema. L'idea dell'acqua come bene comune deve diventare il riferimento esistenziale per non indurire i nostri volti di fronte alla sete deglia altri.

Dal blog di Don Virginio Colmegna 

Vietate per legge!


Concord, una cittadina del Massachusetts, non è più legale vendere e distribuire bottigliette di plastica piene d’acqua.
Dopo quasi tre anni di battaglie, gli attivisti sono riusciti a fare approvare una legge che bandisce le monoporzioni d’acqua, rilanciando l’utilizzo del rubinetto. In questo modo, sperano gli ecologisti, si ridurranno i rifiuti e l’emissione di combustibile fossile necessaria alla produzione dei contenitori di plastica.
I venditori che si ostineranno a vendere le bottigliette, dopo il primo richiamo, dovranno pagare una multa da 25 dollari, mentre dalla terza volta saranno costretti a sborsare il doppio. L’unica eccezione saranno eventuali stati di emergenza.
Le ragioni degli attivisti si basano su numeri che parlano da soli, con gli americani che nel 2007 hanno utilizzato 50 miliardi di bottigliette riciclandone appena il 23 per cento, e l’Epa, un’agenzia federale per la protezione dell’ambiente, che denuncia 31 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica nel 2010.
Articolo tratto da “La Stampa

La scuola va al castello


Sono ufficialmente aperte le iscrizioni on-line per la prima edizione 2013 della “Scuola di Altra amministrazione”, un corso di formazione promosso da amministratori locali dedicato ai temi della sostenibilità rivolto a tutti quelli che sono interessati a conoscere come si taglia la bolletta energetica del 70% o come si arriva al 90% di raccolta differenziata…
Promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi, la “Scuola” sarà il 22 e 23 marzo 2013 al Castello di Padernello (BS), grazie ad una collaborazione attivata con Fondazione Cogeme, partner locale dell’evento.
Una scuola di amministratori locali pensata per altri amministratori, ma non solo: sindaci, assessori, consiglieri comunali, cittadini che per due giorni diventano docenti e alunni, pronti a condividere storie, progetti, buone pratiche, esperienze concrete e dirette sui temi dell’ecologia. Sostenibilità come filo conduttore di moduli formativi pensati per trasferire conoscenza e strumenti operativi in grado di favorire la replicabilità di azioni già sperimentate con successo in giro per l’Italia: gestione del territorio, energia, beni comuni, rifiuti, partecipazione, nuovi stili di vita.
Ogni modulo sarà introdotto da un’esposizione generale del problema, per inquadrarlo, a cui seguirà la presentazione di una best practice da parte dei protagonisti amministrativi (politici e funzionari) che l’hanno concretizzata nel proprio territorio, e si concluderà con il “tempo dello scambio orizzontale”, in cui ci si potrà confrontare liberamente e scambiare informazioni, domande, richieste, soluzioni.
Il programma prevede la presentazione di quattro buone pratiche: il piano regolatore a crescita zero di Paderno Franciacorta; la riqualificazione a zero emissioni di un ex-discarica di Berlingo; il bilancio partecipativo di Capannori; il comune certificato di Malegno. Le sessioni formative saranno accompagnate da relazioni introduttive di docenti universitari: Paolo Pileri (Politecnico di Milano), Maurizio Tira (Università di Brescia) eVincenza Pellegrino (Università di Parma).
Per iscriversi occorre compilare un modulo on line e versare la quota di € 50,00. Tutto il programma, le informazioni logistiche e le notizie utili sono nella pagina dedicata del sito ufficiale della Scuola: http://www.altramministrazione.it.
La “Scuola di Altra Amministrazione” di Padernello è dedicata alla memoria dello scomparso Dario Ciapetti, sindaco di Berlingo (BS) e membro del Direttivo nazionale dell’Associazione Comuni Virtuosi, che fino all’ultimo ha lavorato all’ideazione e organizzazione dei corsi. Al suo ricordo e alla sua famiglia va il nostro pensiero.
Dal bolg di Marco Boschini