martedì 18 giugno 2013

Obama, il gas e le armi

Un mese fa Carla Del Ponte, il magistrato svizzero che fa parte della Commissione dell'Onu che indaga sulla Siria, disse pubblicamente che c'erano indizi sull'uso di armi chimiche, ma che questi parevano indicare come colpevoli i ribelli e non le truppe di Bashar al Assad. Fu subito smentita dai portavoce delle Nazioni Unite, i quali però dissero: "Non sono state raggiunte prove conclusive sull'uso di armi chimiche in Siria da alcuna delle parti coinvolte nel conflitto".

Il corsivo è nostro ovviamente. Certo, in un mese molte cose possono cambiare. Il fatto è che in questo mese le cose sono cambiate sì, ma in meglio per Assad: il suo esercito ha riconquistato la città di Qusayr, che occupa una posizione strategica nel centro del Paese; il suo stato maggiore studia l'assalto ad Aleppo; in Iran è stato eletto un nuovo Presidente che ha fama di moderato, di politico incline alla trattativa.

Difficile quindi non considerare sospetta la svolta impressa alla politica Usa da Barack Obama, che  ha stabilito proprio adesso che Assad usa i gas, che così facendo ha oltrepassato la "linea rossa" fissata dalla Casa Bianca e che di conseguenza gli Stati Uniti sono ora liberi di fornire assistenza militare e armi ai ribelli. Nella sua vaghezza, la denuncia di Obama ricorda quelle ai danni dell'Irak di Saddam Hussein da parte di George Bush e dei suoi, risultate poi completamente inventate. E altrettanta perplessità destano, perché altrettanto vaghi, i piani per armare gli insorti anti-Assad.

E' presumibile, infatti, che i rifornimenti di armi degli americani e degli inglesi andranno solo ai reparti dell'Esercito libero siriano, e non anche ai gruppi dell'estremismo sunnita (alcuni dei quali si richiamano esplicitamente ad Al Qaeda) che opprimono la popolazione civile tanto quanto le milizie del tiranno Assad. Ma l'ELS è frammentato e diviso da aspre rivalità. E poi, come controllare che le armi, nel grande caos che è oggi la Siria, passino da un gruppo all'altro? Come essere sicuri del fatto che quelle armi non vadano alla fin fine ad alimentare il terrorismo e a destabilizzare ancor più il Medio Oriente?

Stando ai calcoli dell'Unhcr, in questi due anni in Siria sono morte come minimo 93 mila persone, tra le quali almeno 6.500 bambini. La decisione di Obama, in ogni caso, è per loro la più atroce delle beffe. Per loro, la "linea rossa" era stata superata molto tempo fa. 

Fonte: www.famigliacristiana.it

lunedì 17 giugno 2013

Chioschi dell’acqua: da fontanelle a luoghi di aggregazione sociale

Caldo in arrivo, in città l’appuntamento è ai Chioschi dell’acqua, che da semplici fontanelle sono diventati luoghi di aggregazione sociale, un punto di ritrovo per la cittadinanza: lo dimostrano i dati della ricerca CRA Nielsen per Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad ANIMA-Confindustria).
Sono più di 800, infatti, i Chioschi dell’Acqua censiti sul territorio nazionale che offronoacqua naturale, refrigerata e talvolta gassata gratuita o a fronte di un costo irrisorio (5cent di euro al litro per quella refrigerata e/o gassata). Lo studio incentrato sulla propensione al consumo di acqua potabile del rubinetto trattata e non, commissionato all’Istituto indipendente CRA Nielsen da Aqua Italia emerge che il 53,5% degli italiani conosce l’esistenza del servizio e, nel dettaglio, il 16,4% di questi vive in un comune che possiede un Chiosco dell’Acqua e il 37% vive in una località che non lo possiede ma se fosse proposta l’iniziativa, aderirebbe di certo. Numeri che non hanno certamente fatto gioire chi commercia acqua in bottiglia.
I Chioschi dell’acqua sono diventati uno strumento di dialogo tra le amministrazioni locali e i propri cittadini, veicolando una nuova cultura dell’acqua, un bene da rispettare e salvaguardare, una risorsa pubblica di qualità. Sono diventati un punto di riferimento per i residenti di ogni età e sono stati spesso l’occasione per riqualificare parchi e strutture in disuso come fontane pubbliche ed ex lavatoi.
In particolare, poi, i Chioschi contribuiscono a promuovere il concetto di “mondo sostenibile”. A titolo esemplificativo, valutando il prelievo annuo di 300.000 litri da un Chiosco si ottengono:
  • 200.000 bottiglie PET da 1,5 l prodotte in meno;
  • 60.000 kg di PET in meno (30g/bottiglia);
  • 1.380kg di CO2 risparmiati per la produzione di PET;
  • 7.800 kg di CO2 in meno per il trasporto (stimando una media di 350km)
AQUA ITALIA e Federutility hanno pubblicato due edizioni del “Manuale operativo dei Chioschi dell’Acqua” (ed un terzo è in arrivo) che analizza nel dettaglio le caratteristiche di queste strutture, la gestione e i costi oltre ad alcuni esempi applicativi.

Non Sprecare

Questa svolta tocca a noi

Guida alla transizione dalle fossili alle fonti rinnovabili per famiglie, imprese, comuni. Un manuale per cambiare! La rivoluzione dell’energia pulita è già iniziata: cittadini, imprenditori e decisori politici sono i protagonisti della transizione verso un modello economico “carbon free”. Un libro curato da EnergoClub Onlus con i contributi dei maggiori esperti in materia Il sistema energetico in Italia si basa al 90% su fonti fossili, petrolio, gas e carbone, inquinanti, climalteranti e destinate a esaurirsi. La “svolta” è questo manuale – ispirato al “Manifesto per l’energia sostenibile. Dalle fossili alle rinnovabili”, di EnergoClub: un agile guida per famiglie, amministratori locali e imprenditori che vogliono virare verso la sostenibilità, utilizzare energie da fonti rinnovabili, ridurre gli sprechi di energia e risorse, aumentare la competitività delle loro imprese, abbattere i costi socio-sanitari causati da gas serra e sostanze inquinanti nella propria comunità, creare occupazione stabile, migliorare la qualità della vita e del tempo libero di tutti. Azioni concrete “dal basso” che condurranno il nostro Paese a liberarsi dalle “fossili” nei prossimi 30-40 anni. Perché un’economia attenta alla sostenibilità è praticabile, efficace e combatte la crisi economica: queste pagine ne sono la riprova. Nel file allegato l’indice con gli autori e l’introduzione Il libro è a cura di EnergoClub Onlus. EnergoClub Onlus opera dal 2005 per favorire la conversione del sistema energetico attraverso la promozione di un uso sostenibile delle fonti rinnovabili, l’educazione all’uso razionale delle risorse, la tutela e valorizzazione della natura e del territorio: www.energoclub.org, www.energeticambiente.it, www.soleinrete.it Per partecipare al progetto clicca qui.

Marco Boschini

venerdì 14 giugno 2013

Rassegna Settegiorni

Il centrosinistra ritorna in paradiso: Giancarlo Lonati è il nuovo sindaco
Per il centrosinistra il purgatorio all'opposizione è durato lo spazio di un quinquennio giusto il ...

«Il problema più urgente è il lavoro» Lonati: «L'apparentamento con Montani? Abbiamo solo messo in evidenza ciò che ci unisce»
Alla vigilia dei sessant'anni li compirà a dicembre per Giancarlo Lonati impiegato nel settore dell'informatica ...

L' Irpef schizza al tetto massimo Più risorse per anziani, minori e disabili. Ma sale anche l'Imu sulle seconde case
Il commissario prefettizio Giuseppa Massa che fino a lunedì 10 giugno ha fatto le veci ...

Lampugnani vicesindaco, punto di domanda sull'assessore del Pd
Sono già iniziate le consultazioni per la costituzione della nuova giunta comunale e i tasselli ...

«Il rinnovamento? Deve partire dai coordinatori»
Sono convinta che avremmo vinto anche senza apparentamenti . Nel Partito democratico c'è chi esulta ...

Calano le offerte, le casse parrocchiali piangono
Cittadini più poveri o meno praticanti Forse un po' entrambe le cose. Fatto sta che ...

«Vittoria sudata, non senza discussioni»
Alla vigilia del decisivo ballottaggio sembrava essere uno tra i membri di lista del Pd ...

Per la Yoseikan Karate ben 35 podi nella gara di Casalmaggiore
Con soli 28 atleti la Yoseikan Karate di Bareggio è riuscita a salire sul podio ...

«Hanno vinto gli accordi oscuri» «Lavoreremo a testa alta per far capire ai bareggesi quale occasione si sono persi»
Quando ormai ha capito che per lei non c'era più nulla da fare è scoppiata ...

«La Lega Nord esce battuta, ma non troppo»
La Lega Nord esce sconfitta ma non troppo da questa tornata amministrativa . Così il ...

«Sono rimasta fuori dalle logiche di partito»
Alla chiusura delle urne che ha portato alla vittoria il candidato della coalizione di centrosinistra ...

Ecco i sedici componenti del nuovo consiglio comunale
Ecco la composizione del consiglio comunale: 5 seggi al Pd 2 a Voi con noi ...

Questa volta i ladri fanno il bis: «visite» a Bareggio e San Martino
Un'altra intrusione la terza in pochi giorni alla scuola media di via Matteotti. I malviventi ...

«Al nuovo sindaco un augurio sincero e uno ironico»
Da Fratelli d'Italia un doppio augurio al nuovo sindaco Giancarlo Lonati: uno sincero e uno ...

E ora si fa festa al polifunzionale di via Gallina
Dopo le fatiche della campagna elettorale per il nuovo sindaco Giancarlo Lonati è il momento ...

A Lonati i complimenti di Sel
Dopo la vittoria di Giancarlo Lonati riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Chiara Ubezio referente ...

giovedì 13 giugno 2013

Acqua pubblica, due anni dopo

Tra tentativi di cancellazione della volontà popolare e coraggiose esperienze di ripubblicizzazione, la cronaca dei fatti accaduti dalla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011. In Parlamento, intanto, è nato l'intergruppo parlamentare per l'acqua bene comune


Domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011 la maggioranza assoluta dei cittadini italiani aventi diritto di voto scelse i "due sì per l'acqua bene comune". I due quesiti referendari sui servizi pubblici locali resero evidente la volontà politica di escludere soggetti privati (siano essi banche, società di costruzioni, fondi d'investimento) dalla gestione di servizi pubblici locali essenziali per il benessere dei cittadini, a partire dal servizio idrico integrato (acquedotto, depurazione e fognature). 
 
A due anni dal referendum, Altreconomia -che era parte del Comitato promotore di quei referendum, e che ha continuato a seguire il tema sulle pagine della rivista- vi invita a leggere il dossier predisposto del Forum italiano dei movimenti per l'acqua che raccoglie gli interventi legislativi e le sentenze amministrative "post referendum" e racconta i processi di ripubblicizzazione in atto. 

   
  
In occasione di questo secondo anniversario, intanto, Forum italiano dei movimenti per l'acqua, invece, dà appuntamento in molte città italiane. A Roma, questa mattina, l'appuntamento era invece per i parlamentari: alle 11 in piazza Montecitorio. Su invito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, è nato l'intergruppo parlamentare per l'acqua bene comune. "Hanno aderito tutti i parlamentari di Movimento 5 Stelle e Sel oltre ad una ventina di appartenenti al Pd e ad un deputato di Scelta Civica -spiega il Forum in un comunicato-. La finalità dell'intergruppo è quella di avviare un percorso legislativo per la ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dall'aggiornamento e la riproposizione della Legge di iniziativa oopolare presentata nel 2007 dal Forum. Altri obiettivi a breve termine quelli di contrastare la tariffa truffa elaborata dall'Aeeg in completo contrasto con i risultati referendari e quello di tutelare il diritto all'acqua dei cittadini contrastando la pratica degli stacchi all'erogazione".

(Aggiornato alle 16.59) Altreconomia

CHI E’ EROE IN AFGHANISTAN ?

DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it 

Il ragazzino di undici anni che ha gettato la bomba a mano nel Lince uccidendo il capitano Giuseppe La Rosa è stato definito dal principale portavoce del Mullah Omar, Oari Yousef Ahmadi, «un piccolo eroe coraggioso». La Tv italiana lo ha qualificato «un bambino che porta sulle sue fragili spalle il peso di un vile assassinio». 

Vorrei sapere chi è 'eroe' in Afghanistan? 

Gli americani che teleguidano i droni da diecimila chilometri di distanza, da Nellis nel Nevada, fanno carneficine, di guerriglieri e non, e poi la sera tornano tranquillamente a casa per cena? O i piloti dei caccia, che senza correre alcun rischio perchè il nemico non ha nè aviazione nè contraerea, per stanare i guerriglieri hanno raso al suolo una cinquantina di scuole (il 20% elementari) hanno falcidiato decine di matrimoni, sposi compresi, confondendoli con raduni degli insorti o, per rimanere a episodi più recenti, hanno ucciso, in due differenti occasioni, diciotto bambine che stavano raccogliendo legna nel bosco scambiandole per dei Talebani? 

Sulla guerra all'Afghanistan, la più infame, la più atroce, la più ingiustificata che mi sia dato ricordare, la stampa occidentale, per nascondere la vergogna, si è abituata a una 'disinformatia' che nemmeno l'Urss aveva raggiunto. Vittorio Zucconi su La Repubblica e Fiamma Nirenstein su Il Giornale scrivono che i Talebani apprestano particolari campi per i bambini, dove li indottrinano, li plagiano e li addestrano alla 'guerra santa'. Falso. Il Mullah Omar ha vietato di utilizzare i piccoli. Ma è chiaro che quando tu hai visto i tuoi genitori uccisi dai missili della Nato non hai bisogno di alcuna propaganda per odiare chi te li ha portati via e imbracciare le armi appena ne hai la capacità, senza che nessuno te lo imponga. 

C'è un costante ribaltamento dei fatti. Scrive Nirenstein: «Non vogliamo spingerci a spiegare ai talebani, per carità, la differenza fra un oppressore e una mano tesa per un futuro migliore». Chi è l'oppressore? Chi è il liberatore? Chi da dodici anni occupa il tuo Paese o chi cerca, ad armi impari, di cacciarlo? Il generale Giorgio Battisti, comandante di Stato Maggiore della missione Isaf (che, sia detto di passata, è quello stesso Battisti che quando nel 2003 fu mandato a guidare la base di Khost, sostituendo gli americani, si affrettò ad accordarsi col comandante locale dei Talebani, Pacha Khan, per una 'non belligeranza') afferma: «Siamo riusciti a restituire tranquillità e speranza al popolo afgano dopo 34 anni di guerra». Ma come si fa a dire queste cose senza vergognarsi? La sicurezza e la tranquillità l'avevano portata proprio i Talebani, sconfiggendo in due anni, dal '94 al '96, i 'signori della guerra' che spadroneggiavano nel più pieno arbitrio, cacciandoli oltreconfine, eliminando, con metodi spicci, le innumerevoli bande di predoni, disarmando la popolazione, e riportando la legge e l'ordine nel Paese, sia pur un duro ordine e una dura legge. Oggi l'Afghanistan, secondo la stessa Onu, «E' il Paese più pericoloso del mondo».

Tutti, in Occidente, dicono, anche se sottovoce, che la questione afgana è 'irredimibile', «una guerra che non si può vincere». E perchè mai il più potente, tecnologico, robotico esercito del mondo, in dodici anni non è riuscito a sconfiggere «un gruppo di criminali e terroristi» come li definisce Battisti? Perchè non sono un pugno di criminali nè di terroristi, ma insorti per la liberazione del proprio Paese che hanno, con tutta evidenza, l'appoggio, sempre crescente, della maggioranza della popolazione. E quel Military Advisor Team, a cui Giuseppe La Rosa era aggregato, che ha il compito di addestrare i soldati e i poliziotti dell'esercito 'regolare' afgano, non fa che preparare il terreno per una guerra civile: fra gli insorti e coloro che, attorno al corrottissimo governo del Quisling Karzai, si sono venduti alle potenze straniere. La sola speranza è che l'imbelle, improvvisato, demotivato esercito di Karzai si squagli nel giro di poche settimane. In caso contrario l'occupazione degli occidentali avrà ottenuto il formidabile risultato di far tornare indietro di tre lustri l'orologio della storia afgana. Al 1996 quando i Talebani l'avevano finalmente pacificato.

Massimo Fini
Fonte: http://www.ilgazzettino.it/
11.06.2013

La Camera voti la cancellazione del programma F35: nuovo appello al Parlamento

L’appello di don Luigi Ciotti, padre Alex Zanotelli, Umberto Veronesi, Chiara Ingrao, Cecilia Strada, Savino Pezzotta, Roberto Saviano, Riccardo Iacona, Gad Lerner apre una nuova campagna di pressione sui parlamentari coordinata dalla Rete Italiana Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della pace. La campagna “Taglia le ali alle armi” raccoglierà le adesioni dei cittadini, esponenti della società civile e degli Enti Locali.

Dopo le dichiarazioni critiche sul progetto in campagna elettorale (provenienti dalla stragrande maggioranza dei gruppi politici), dopo che la campagna “Taglia le ali alle armi” aveva sottolineato l’esistenza in linea di principio di una maggioranza parlamentare per il “NO” al progetto Joint Strike Fighter, sono oggi nove personalità di rilievo nazionale a lanciare un appello che si allinea alle richieste del movimento che si oppone ai caccia F-35.

Un appello diffuso in vista della discussione alla Camera dei Deputati di una mozione (sostenuta da 158 deputati SEL, PD e M5S) che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al progetto di costruzione ed acquisto dei caccia di quinta generazione.

Esponenti dell’informazione e della cultura come Gad Lerner, Roberto Saviano e Riccardo Iacona e personalità del mondo della Pace comeCecilia Strada e Chiara Ingrao; personaggi di rilievo pubblico (e primi firmatari di mozioni contro gli F-35 nella scorsa legislatura) comeUmberto Veronesi e Savino Pezzotta e due figure importanti del mondo dell’impegno cattolico come padre Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti. Tutti insieme per chiedere al nostro Parlamento una scelta di responsabilità su questo tema particolare e su quello delle spese militari in generale.

“Ci troviamo di fronte ad un passo importante per far sentire con forza ai nostri Deputati come sia davvero necessario che il Parlamento riprenda in carico questo tema” afferma Francesco Vignarca coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo. Se è vero infatti che è oggi il Governo – a seguito di tutti i passaggi di autorizzazione previsti dalla legge – a poter decidere autonomamente sull’acquisto dei caccia F-35, è anche vero che la situazione è molto cambiata dal 2009 (data dell’ultima votazione parlamentare a riguardo) e nell’ottica della difficile situazione del paese su più fronti non si può certo tirare dritto come se nulla fosse mutato. “Va poi detto che da più parti (anche da chi non vuole subito una cancellazione del programma, e perfino dallo stesso nuovo Ministro della Difesa) si è sottolineata la necessità di avere sugli F-35 una franca e piena discussione in Parlamento” conclude Vignarca.

Nel testo dell’appello si sottolinea come la scelta di continuare ad acquisire i cacciabombardieri con capacità nucleare sia “incomprensibile” vista l’attuale mancanza di risorse “per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale”.

“Quella degli F-35 è una gran brutta storia che fa male agli italiani e alla nostra democrazia” commenta Flavio Lotti coordinatore della Tavola della Pace. “Gli F-35 fanno male agli italiani perché sottraggono preziose risorse che attendono di essere utilizzate per combattere la disperazione e la disoccupazione di molte donne e uomini del nostro paese. Gli F-35 fanno male alla nostra democrazia perché attorno a queste armi si muove un complesso reticolo di interessi politici, economici e militari che stanno inquinando e minando in profondità le istituzioni del nostro paese. Per questo è bene che il nuovo Parlamento si pronunci chiaramente.”

La campagna “Taglia le ali alle armi” ha già sottolineato con preoccupazione le recenti parole del Ministro Mauro che ha descritto il caccia F-35 come uno “strumento per la pace” da utilizzarsi in ottica di proiezione anche per interventi lontani dall’Italia.

“Il Parlamento ha un'ottima occasione per riavvicinarsi a un'ampia parte della popolazione, che è sicuramente contro gli F3-5 ­ sottolinea Grazia Naletto co-portavoce della campagna Sbilanciamoci! 
- Non possiamo mantenere anche su un tema delicato come questo la grande distanza tra le richieste e le convinzioni delle italiane e degli italiani e le scelte della nostra politica. In tal senso giudichiamo positivamente la presentazione di analoghi documenti per il NO agli F35 anche al Senato, auspicando che a breve possa avvenire anche in tale ramo del Parlamento una discussione approfondita” 

La campagna “Taglia le ali alle armi” ribadisce, come già detto nei giorni scorsi, che la discussione alla Camera può diventare l’occasione per far crescere la consapevolezza che l’acquisto dei caccia F-35 non può essere condotto e deciso sulla base di dati parziali e non corretti, come invece è stato fatto in tutti questi anni. Le stime diffuse dalla nostra Campagna da tempo dimostrano come i dati del Ministero della Difesa riguardo ai costi, ai tempi, e alle ricadute occupazionali e tecnologiche siano assolutamente falsate e non corrispondano a verità. Il costo di acquisto dei 90 caccia previsti si attesterà su 14 miliardi di euro mentre il costo “di vita” dell’intero programma supererà i 50 miliardi di euro. Approfondimento in tal senso nella scheda tecnica allegata.

Da domani sarà inoltre attivo sul sito www.disarmo.org/nof35 un meccanismo di pressione popolare sui Deputati in vista della discussione (prevista a fine mese) della mozione presentata alla Camera dei Deputati.

Di seguito il testo completo dell’appello diffuso oggi - LA CAMERA DEI DEPUTATI VOTI LO STOP AGLI F35


Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati discuterà una mozione di 158 parlamentari di SEL, PD e M5S che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.

In linea con le richieste e indicazioni della campagna “Taglia le ali alle armi” (che dal 2009 si batte contro i caccia) sosteniamo questa nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno necessarie per bloccare una scelta così sbagliata.

Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere 

Per questo chiediamo a tutti i Deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani.


Luigi Ciotti

Riccardo Iacona

Chiara Ingrao

Gad Lerner

Savino Pezzotta

Roberto Saviano

Cecilia Strada

Umberto Veronesi

Alex Zanotelli

 

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Il precedente appello è rilanciato dalla campagna "Taglia le ali alle armi" (promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Campagna Sbilanciamoci!, Tavola della Pace) che invita ad utilizzarlo come forma di pressione sui Deputati della Repubblica, utilizzando anche gli strumenti di mobilitazione presenti sul sito ufficiale www.disarmo.org/nof35