martedì 2 ottobre 2012

Il consumo di suolo in 8 minuti


I SOSTENITORI DEL MONTI-BIS


Casini, Montezemolo e Fini spingono per la conferma del bocconiano. Pd e Pdl frenano


Nasce ad Arezzo la grande lista civica per l'Italia, guarda ai programmi, boccia il libro dei sogni, invita la "societa' organizzata" e "chiama" i cittadini per un Monti bis. Lancia l'iniziativa il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, che riconosce a Luca Cordero Montezemolo il ruolo di megafono di un sentimento diffuso. La 'benedice' il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, che 'ci sta' se si parla di un contenitore degli italiani seri, alternativo a Pdl e Pd, ma anche all'antipolitica di Grillo e che, indirettamente, risponde al presidente della Ferrari: nessuno pensa a un'opera di plastica facciale.
Protagonista della 'denunciata' voglia di cambiamento l'assemblea dei Mille, rappresentanti della societa' civile, volutamente organizzata senza big, con parlamentari e dirigenti a cui e' stato chiesto di 'fare un passo indietro' per rimanere ad ascoltare. Unica eccezione Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia che diventa portavoce di Fli, entra nel comitato organizzativo della lista civica per l'Italia (con Salvatore Carruba e Pierluigi Piccini) e sale sul palco per un intervento. La politica non deve essere rottamata ma i partiti vanno riformati, ammonisce Fini, che rivendica con orgoglio di aver contribuito a chiudere una fase per aprire una nuova stagione, sottolinea che governare non e' tirare a campare e lancia un appello agli elettori perche' la svolta di Monti non sia rapidamente archiviata con il prossimo voto. "Compito dei partiti, ma anche degli elettori - dice - e' la capacita' di scelta all'insegna dell'autentico interesse nazionale".
Il leader di Fli boccia lo "sgangherato bipolarismo" che ha portato solo a divisioni, e dice chiaro: se come e' mio auspicio, e lo e' anche di Pierferdinando Casini, si forma una lista civica nazionale, e chiaramente alla guida del Governo e' candidato l'attuale premier, e "quella lista vince le elezioni, Monti a palazzo chigi ci rimane".
Casini gli da man forte: "e' finita la stagione delle promesse mirabolanti. Fini ha detto che dopo Monti niente sara' piu' uguale. Io credo che serva questa consapevolezza", perche' ogni tanto "sembra essere in compagnia di qualcuno che pensa di aver sbagliato ad approggiare Monti". Me c'e' qualcuno che "ritiene che Monti sia un incidente, questo e' fuori di senno. Il presidente del consiglio e' un importante punto di riferimento di domani". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e' di diverso avviso sul Monti-bis. " Basta scorciatoie e ricette italiche. La politica deve tornare ad essere credibile. Non significa che io voglio che Monti torni alla Bocconi ma in quella situazione ognuno dara' il suo contributo". "Come dovrebbe essere il Monti bis, e' inspiegabile se non scende in campo" ha incalzato il segretario Pdl, Angelino Alfano a SkyTg24, che ha aggiunto: "A primavera ci saranno le elezioni e non si puo' fare a meno dei risultati, ci vuole rispetto del risultato elettorale".
"Ho grande stima di Monti - ha sottolineato Alfano - e ritengo potrebbe essere candidato a tutto, ma ho difficolta' a immaginare una campagna elettorale in una democrazia occidentale, dove un candidato c'e' e sara' quello della sinistra e l'altro candidato e' virtuale, perche' non scende in campo". 

cadoinpiedi

lunedì 1 ottobre 2012

“Spending di più” - Suv da 200mila euro per l’azienda dell’acqua di Siracusa

Palermo, 24 settembre – In clima di “spending review”, suscita polemiche il bando dell’Industria acqua siracusana, Ias, per il noleggio a lungo termine di quattro auto blu di grossa cilindrata per una spesa di circa 200mila euro. Lo scrive l’agenzia Ansa.
I suv sono equipaggiati con inserti in radica di noce, telefono veicolare, sedili rivestiti in pelle e altri optional di lusso. Il bando “incriminato” è stato pubblicato sul sito dell’Ias e prevede che le offerte vengano presentate entro il 4 ottobre.
Il primo a lanciare bordate contro il noleggio dei gipponi stato l’ex presidente dell’azienda pubblica, Peppe Assenza, che ha espresso dubbi “sulla necessità di ammodernare il parco mezzi con tanto sfarzo: non si capisce quali vantaggi possano portare al depuratore consortile - ironizza - vetture così prestigiose”. Una tesi ribadita dal deputato nazionale Pippo Gianni (Cantiere Popolare) che ha chiesto di revocare la gara. Replicano il direttore Baldassare Matera, il vicedirettore tecnico, Michele Gerone, e il vicedirettore amministrativo, Leonardo Mirandola, specificando che si tratta di un rinnovo di contratto in scadenza la cui durata è prevista in 36 mesi. E sottolineando che anche l’ex presidente Assenza durante il suo incarico ha beneficiato di un’Audi A6 di colore blu, fornita di tutti gli accessori.
egazette

Pd: Renzi, se perdo primarie non vado via. Se vinco il premier saro' io

(ASCA) - Roma, 1 ott - ''Chi vince le primarie sara' il candidato premier. Chi vince le elezioni va a Palazzo Chigi.

Non e' pensabile fare le elezioni come se fossimo su Scherzi a parte: si vota e poi appare il cartello 'abbiamo giocato'.

Il destino personale di Monti e' molto importante per i mercati oggi e per vari ruoli istituzionali domani. Quello che conta sono i contenuti del lavoro del premier, vanno migliorati, ma non e' che appena va via il supplente ricomincia il casino di prima''. Cosi' il sindaco di Firenze, Matteo Renzi che, in una intervista al quotidiano ''La Repubblica'', boccia l'ipotesi di un Monti-bis.

La sinistra, prosegue Renzi, ''corre un serio rischio: consegnare non tanto Monti, ma i contenuti della sua azione di governo, a un'ipotesi centrista. Sarebbe la sconfitta del Pd. Io vorrei un centrosinistra capace di migliorare e innovare l'agenda Monti, senza tornare indietro''. Io, aggiunge, ''mi preoccupo che il Pd non vada verso un modello 'riserva indiana'. Le primarie sono proprio l'occasione per dare forza al centrosinistra, per evitare la grande coalizione. Con tutte le conseguenze che gia' vediamo, basti pensare ai veti sull'anti-corruzione''.

Le primarie, dice ancora, ''servono ad allargare il campo del Pd. Non e' un male che le piazze si riempiano dei delusi di vari schieramenti e non solo del Pdl. Ci sono anche quelli di sinistra, del Movimento 5 stelle, quelli che non vanno a votare o pensano di non votare piu' Pd. Questo e' il senso delle primarie. Altrimenti ci schiacciamo sulla vocazione minoritaria dei Fassina perdendo di vista la vocazione maggioritaria che e' la scintilla originaria del Pd''.

Quanto all'esito delle primarie, conclude Renzi ,''il Pd e' anche casa mia, non ne usciro' mai, nemmeno se mi cacciano. Ma se vinco voglio far rivivere il sogno del Partito democratico, che non e' nato per accordarsi con i partiti moderati, per fare patti elettorali con i Casini di turno, ma per sconfiggerli''.

Infine, una parola sul mancato incontro con Bill Clinton: ''Sara' piu' facile incontrarlo lontano da Firenze. C'era solo lo spazio per una photo opportunity ma io volevo un incontro vero''.

red/map

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Domenica di intitolazioni a Bareggio: in onore a 'Magistrelli' e 'Alboreto'

Bareggio Domenica 30 settembre, alle ore 17.00, si terrà l'intitolazione dello Stadio Comunale a “Luciano Magistrelli” durante il quadrangolare che vede coinvolte le squadre Milan, Atalanta, A.C. Bareggio e Sedrianese categoria esordienti, con inizio dalle ore 14.30. 

Mentre domenica 7 ottobre verrà intitolata la rotonda tra via G.Falcone e Morandi a “Michele Alboreto”. Alle ore 12.00 durante la Festa Patronale
Città Oggi web

ACCADDE oggi: Sentenza del processo di Norimberga

Il processo iniziò il 20 novembre 1945 e durò fino al 1 ottobre 1946. Oltre ai 24 accusati (vedi la foto sopra con i nomi) dovevano essere processati anche Adolf Hitler, cancelliere della Germania e principale responsabile di tutti i crimini, Heinrich Himmler, capo della SS e della polizia e Joseph Goebbels, il capo della propaganda nazista, ma questi tre si erano suicidati già una settimana prima della fine della guerra. Nella lista degli accusati dovevano esserci anche Adolf Eichmann e Josef Mengele, due dei massimi responsabili del genocidio degli ebrei, ma entrambi erano riusciti a fuggire in Sudamerica.

I capi di accusa contro gli incriminati erano:
  1. cospirazione per commettere crimini contro la pace,
  2. aver pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d'aggressione,
  3. crimini di guerra,
  4. crimini contro l'umanità.

Un aiuto importante per l'accusa fu la collaborazione di un pentito importante, Erwin von Lahousen, uno dei capi dei servizi segreti di Hitler, che riuscì a smontare molte delle tesi della difesa. Alcuni degli accusati ritennero di non essere colpevoli perché avrebbero solo eseguiti degli ordini ai quali non potevano opporsi. Solo pochi mostrarono pentimenti per le loro azioni durante il nazismo. Una linea di difesa decisamente più aggressiva segui Hermann Göring, uno dei massimi esponenti del regime nazista, che negò al tribunale il diritto di giudicare gli accusati: essendo il processo tenuto dai vincitori della guerra poteva solo essere espressione di vendetta e non di giustizia. Tra l'altro, questa argomentazione viene portata avanti, fino ad oggi, anche dai neonazisti tedeschi.

Alla fine furono emesse le seguenti sentenze:
  12 condanne a morte
  3 ergastoli
  4 condanne a 10, 15 o 20 anni di carcere
  3 assoluzioni