mercoledì 8 maggio 2013

IL PROGRAMMA DEL PARTITO CHE SCONVOLGERA' LE ELEZIONI TEDESCHE

DI PINO CABRAS
megachip.info

Vi proponiamo la traduzione del programma politico in sintesi di Alternative für Deustchland (Alternativa per la Germania), uno dei nuovi grandi partiti emergenti in Europa. La grande crisi europea sta generando in molti importanti paesi, ciascuno secondo la sua fisionomia, l’esplodere di nuove forze politiche in grado di sfondare il muro del 25% dell’elettorato: Syriza in Grecia, UKIP nel Regno Unito, ilM5S in Italia e appunto – stando ai sondaggi – Alternative fra i tedeschi.

Sono movimenti estremamente diversi e dai programmi non sovrapponibili, ma hanno due cose in comune: 1) crescono esplosivamente mentre crolla l’attuale dominante “narrazione europea”, quella raccontata fin qui dai frequentatori del club Bilderberg; 2) incassano milioni di voti intanto che i partiti di sinistra tradizionali non sanno captare nessuna onda di cambiamento e diventano puntelli conservatori – se non reazionari – di un potere in fase di arrocco.

Colpisce che il primo punto del programma di Alternative für Deustchland sia «il rispetto del diritto e della parola data». Sembrerebbe quasi un concetto pre-politico, ma dobbiamo fare un paragone: quello con il tradimento degli elettori e il vilipendio del popolo italiano che abbiamo visto dopo le ultime elezioni nostrane.
Dire “rispetto della parola data” ha un suono rivoluzionario.
Poi viene il resto del programma, che risente dell’influenza diretta di una parte del padronato germanico, con idee dell’economia molto convenzionali, sebbene più pragmatiche rispetto alle pazzie ideologiche dei Draghi, dei Monti, della Merkel e della troika (che forse mai oserebbero chiedere «che agli Stati eccessivamente indebitati e senza speranza sia accordato un taglio del debito»).
Il nuovo partito rimette in discussione le avanzate politiche energetiche tedesche sulle energie rinnovabili. Forse c’è un calcolo legato al boom estrattivo degli idrocarburi in USA, che sta restituendo competitività all’industria nordamericana con prezzi ambientali certamente enormi.
Le istituzioni europee verrebbero drasticamente limitate e depotenziate, ma non viene illustrato un quadro geopolitico coerente.
La nostra idea di Alternativa ha dunque basi politiche molto differenti. Ma pure ci sembra utile far conoscere cosa bolle nel caldissimo pentolone dell’Europa inquieta e in crisi.
La traduzione è a cura di Gaetano Colonna. Buona lettura.


Alternative für Deustchland sostiene:
  • il rispetto del diritto e della parola data,
  • il controllo, la trasparenza e la vicinanza ai cittadini della democrazia,
  • l'autodeterminazione, l'autoresponsabilità e la solidità finanziaria per tutti gli Stati.
Questi valori sono stati trascurati nell'attuale crisi europea. Vogliamo dar loro nuovamente valore su questo piano e in altri importanti ambiti politici.

Politica Monetaria
  • Esigiamo un ordinato scioglimento del sistema monetario dell'euro. La Germania non ha bisogno dell'euro. L'euro ha danneggiato altri Paesi.
  • Esigiamo la reintroduzione delle valute nazionali o la creazione di più limitati e più stabili accordi monetari. La reintroduzione del DM non deve essere un tabù.
  • Esigiamo un cambiamento dei trattati europei per rendere possibile l'uscita di ogni Stato dall'euro. Ogni popolo deve poter decidere democraticamente sulla propria valuta.
  • Esigiamo che la Germania pretenda questo diritto al ritiro, bloccando con il suo veto ulteriori crediti dell'ESM.
  • Esigiamo che i costi della cosiddetta politica di salvataggio non vengano sostenuti dal contribuente. Le banche, gli Hedge-funds e i grandi investitori privati sono i beneficiari di questa politica. Devono per questo risponderne per primi.
  • Chiediamo che agli Stati eccessivamente indebitati e senza speranza sia accordato un taglio del debito.
  • Nella crisi del debito le banche devono sostenere le loro perdite, ovvero venir stabilizzate gravando sui loro maggiori creditori.
  • Esigiamo un divieto immediato dell'acquisto di carta straccia dalla Banca Centrale Europea. L'inflazione non può azzerare il risparmio dei cittadini.

Politica europea
  • Noi sosteniamo un'Europa di Stati sovrani con un mercato comune. Vogliamo vivere insieme in amicizia e buon vicinato.
  • Noi chiediamo un illimitato potere del parlamento in materia di bilancio. Respingiamo decisamente una Unione di trasferimento [il progetto di integrazione dei flussi finanziari a livello europeo] e nemmeno uno Stato europeo centralizzato.
  • Faremo in modo che le competenze legislative ritornino ai Parlamenti nazionali.
  • Ci adopereremo fortemente per una riforma della UE per eliminare la burocrazia di Bruxelles e per sostenere la trasparenza e l'attenzione alle esigenze dei cittadini.
  • Il Parlamento europeo non ha funzionato nel controllare Bruxelles. Noi appoggiamo energicamente le posizioni di David Cameron, che snellisca la UE con più concorrenza e autoresponsabilità.

Stato di Diritto e Democrazia
  • Chiediamo che lo Stato di diritto valga senza limitazioni. Gli organi dello Stato non devono non tenere conto nemmeno in casi particolari delle leggi e dei trattati. Essi devono essere rispettati nella lettera e nello spirito.
  • L'operato di ogni governo tedesco trova i suoi limiti nel diritto internazionale, nella costituzione e nei trattati europei. Essi sono di importanza fondamentale per la nostra società e devono essere rispettati rigorosamente.
  • Chiediamo una rafforzamento della democrazia e della cittadinanza democratica. Vogliamo introdurre, secondo il modello svizzero, i referendum di iniziativa popolare. Ciò vale specialmente nel caso di cessione di importanti diritti all'EU.
  • I partiti devono collaborare col sistema politico ma non dominarlo.
  • Chiediamo più democrazia diretta anche nei partiti. Il popolo deve stabilire la volontà dei partiti, non il contrario.
  • Chiediamo che i parlamentari si dedichino interamente al lavoro parlamentare. Il loro mandato non può tollerare attività part-time retribuite.

Finanza pubblica e tassazione
  • Chiediamo che si pongano freni all'indebitamento ed alla creazione di montagne di debiti. Anche la Germania ha permesso troppi debiti.
  • Chiediamo che siano tenuti presenti nella programmazione finanziaria i rischi di responsabilità finale derivanti dalla politica di salvataggio dell'euro. Fino ad oggi è stata consapevolmente gettata sabbia negli occhi ai cittadini.
  • Chiediamo una drastica semplificazione delle normative fiscali sulla base di un modello realmente progressivo di tassazione alla Kirchhof [esponente neo-con tedesco, fautore di una radicale riforma fiscale, NdT]. I cittadini devono poter comprendere perché sono tassati in alte percentuali.

Pensioni di anzianità e Famiglia
  • La crisi europea mette in pericolo tutte le forme di previdenza pensionistica, a causa dell'eccessivo indebitamento e della riduzione degli interessi.
  • Chiediamo che i bambini siano considerati nel calcolo delle pensioni.
  • La Germania ha troppi pochi bambini. Le assicurazioni pensionistiche e di malattia hanno i piedi d'argilla. La Germania deve diventare un paese che favorisce i bambini e le famiglie.
  • Noi vogliamo la difesa della famiglia come cellula base della società. Una solidale politica per la famiglia è un investimento nel nostro comune futuro ed una parte essenziale del contratto fra generazioni.

Educazione
  • Chiediamo standard educativi unitari a livello statale sulla base del miglior sistema scolastico tedesco.
  • Vogliamo che l'educazione sia il compito centrale della famiglia. Asili e scuole devono completare questo lavoro in modo significativo. Niente è così importante per il nostro futuro della educazione dei nostri bambini.
  • In primo luogo sono responsabili dell'educazione dei figli i genitori. Lo Stato deve aiutarli a svolgere questo compito. Devono essere disponibili corsi di educazione infantile, indipendentemente dal contesto familiare.
  • Sosteniamo un sistema universitario qualitativamente di valore elevato, che offra agli studenti adeguate possibilità di assistenza e di sviluppo. Deve anche essere possibile un ritorno agli sperimentati corsi di diploma e degli esami di Stato.

Politica energetica
  • Sosteniamo un concetto applicabile di energia a buon prezzo. È impensabile che la popolazione debba essere penalizzata dai prezzi in grande crescita dell'energia per una politica energetica del governo centrale priva di raziocinio e di strategia.
  • Chiediamo una riforma delle normativa sulle energie rinnovabili. È asociale finanziare sovvenzioni per energia solare ed eolica con le tariffe elettriche.
  • Chiediamo che le sovvenzioni per le energie rinnovabili siano finanziate dal gettito finanziario ordinario. Deve essere reso noto quale tipo di energia verrà maggiormente sovvenzionata.

Politica di integrazione
  • Chiediamo un riordino del diritto di immigrazione. La Germania ha bisogno di un'immigrazione qualificata che voglia integrarsi.
  • Chiediamo una legge sull'immigrazione secondo il modello canadese. Un'immigrazione disordinata nel nostro sistema sociale deve essere assolutamente impedita.
  • Veri perseguitati politici devono poter trovare asilo in Germania. Un trattamento umanitario esige che possano trovare lavoro qui.

    Fonte: www.megachip.info
    Link: http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/10214-il-programma-del-partito-che-sconvolgera-le-elezioni-tedesche.html
    8.05.2013

lunedì 6 maggio 2013

E' MORTO UN AMICO DEI MAFIOSI, MA PIANGONO UNO STATISTA


Noi siamo un popolo così: non riconosciamo la gratitudine dal ricatto perché abbiamo avuto gentilissimi maestri di inumanità come il grigio Giulio. Ci hanno convinto che essere cinici sia una virtù e che essere buoni è da coglioni


Eccolo, alla fine è morto. E il cristianesimo e la pietà umana che gli abbiamo concesso di sventolare mentre bestemmiava Dio nel suo agire politico oggi si alza ancora per celebrarlo.

Noi siamo un popolo così: non riconosciamo la gratitudine dal ricatto perché abbiamo avuto gentilissimi maestri di inumanità come il grigio Giulio. Ci hanno convinto che essere cinici sia una virtù e che essere buoni è da coglioni, ci hanno insegnato a dividere il fine dai mezzi e giudicare solo il risultato, ci hanno detto per decenni che la mafia è un febbriciattola leggera in cui inevitabilmente si incappa nel fare politica "alta" ma che passa con un po' di riposo e che certe cose bisogna lasciarle a Dio e intanto Dio lo prostituivano per il prossimo appalto. il maestro di questa perversione diventata buona educazione è il Divo Giulio Andreotti che chissà come sarà felice di leggere oggi nei suoi coccodrilli unti e servili che il suo ingranaggio è ben oliato e funziona ancora.

E' morto un amico dei mafiosi fino alla primavera del 1980 come accertato nelle carte giudiziarie. Poi dicono che è guarito. Come un raffreddore. E alcuni ci hanno creduto, altri hanno pregato per lui e qualcuno ha messo a disposizione il proprio studio televisivo per farne il suo bidet. E' morto uno di quegli amici dei mafiosi che si meriterebbe un funerale dove i partecipanti siano filmati e schedati e invece ci saranno tutte le alte cariche di questo Governo che nasce con quel grigio di mezzo fetido e cinico come piaceva a lui.

E' morto un bugiardo. Spergiuro davanti alla Costituzione, alla Legge e al suo Dio. Che ha detto al Paese di farlo per il suo bene.

E' morto un uomo che ha svenduto gli ideali politici per le trattative da bottega e ha inventato il compromesso ad ogni costo come pregio da mediatore piuttosto che codardìa intellettuale come sarebbe stato in un Paese normale.

E' morto un mediocre che ha avuto bisogno di scavalcare le regole perché non riusciva ad amministrare rispettandole.

E' morto un uomo grigio, come lo scriveva Aldo Moro nelle sue ultime lettere dalla prigionia:

Tornando poi a Lei, on. Andreotti, per nostra disgrazia e per disgrazia del Paese (che non tarderà ad accorgersene) a capo del governo, non è mia intenzione rievocare la grigia carriera. Non è questa una colpa. Si può essere grigi, ma onesti; grigi, ma buoni; grigi, ma pieni di fervore. Ebbene, on. Andreotti, è proprio questo che Le manca. Lei ha potuto disinvoltamente navigare tra Zaccagnini e Fanfani, imitando un De Gasperi inimitabile che è a milioni di anni luce lontano da Lei. Ma Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell'insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. Durerà un pò più, un pò meno, ma passerà senza lasciare traccia.
E' morto Giulio Andreotti ma non ha lasciato orfani, perché tutto intorno i suoi allievi sono diventati grandi e camminano con le loro gambe e hanno imparato bene a non mostrare chi tengono per mano.

Gli elogi funebri che leggerete oggi sono l'effetto dell'etica erosa negli anni dalla mafia e dal brigantaggio politico. Chissà almeno che lo schiaffeggi Dio. Perché qui ci siamo prescritti tutti per interessi o vigliaccheria.

Povero quel paese dove il writer è più pericoloso del mafioso


Nando dalla Chiesa l’ha chiamato il cono d’ombra, ovvero quell’insieme di fenomeni percepiti (o meglio, fatti percepire) di grande pericolosità sociale, tanto da oscurare le vere emergenze di questo paese. Che, giusto per rinfrescare la memoria, hanno principalmente a che fare con gli effetti degenerativi della Questione Morale e con quel network criminale di politici corrotti, imprenditori collusi e criminali mafiosi che ogni anno sottrae dalle casse pubbliche una cifra stimata tra i 400 e i 550 miliardi di euro.
Giusto per fare due conti, se ogni anno a bilancio lo Stato italiano avesse a disposizione le somme che entrano illegalmente in tasca agli appartenenti a quel network, in 4 anni avremmo azzerato il debito pubblico italiano e la parola “sacrificio” sarebbe solo un ricordo. Se evasione fiscale, corruzione e criminalità organizzata, di stampo mafioso o meno, venissero contrastate con la stessa determinazione con cui si perseguono i fenomeni del cono d’ombra, come gli scippatori, i clandestini e i devianti dall’ordine in generale, che hanno un impatto sociale decisamente più limitato dei signori del crimine con cui pezzi di Stato fanno ogni giorno affari, saremmo il Paese più avanzato e bello del mondo. Non ci mancherebbe nulla.
Invece la giustizia viene costantemente scassata per favorire quel network criminale, mentre i media di regime continuano a diffondere la paura del diverso, trovandovi il giusto capro espiatorio per tutto quello che non va.
I writer ne sono l’esempio più eclatante e recente. A Milano, addirittura, sei di loro sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere: una sproporzione, perché se è pur vero che il Comune di Milano spende 400mila euro all’anno per ripulire i muri dai “pericolosissimi” graffiti (basterebbe fare come in altre città del mondo, creare luoghi dove possano esprimere la propria creatività), i danni erariali provocati allo stesso Comune da evasori, corrotti e criminali mafiosi, che magari si inseriscono in appalti e subappalti è 100 volte più grande.
Eppure, in questo paese malato e corrotto, il writer è giudicato più pericoloso del mafioso, anzi, gli viene paragonato: criminale, in quanto creativo. E’ triste che accada nella città del vento nuovo (e chi ci crede più?) di Giuliano Pisapia.
Il nuovo governo ha giurato e nel suo discorso di insediamento Enrico Letta non ha menzionato mai le vere emergenze di questo Paese: è un vizio antico dei democristiani. Pensano che non parlando di un problema, sparisca da solo. Filosofia per nulla seguita per i fenomeni del cono d’ombra, che, invece, vengono ingantiti: del resto, il graffito lo vedi tutti i giorni, mentre i centinaia di miliardi rubati ogni anno dal network criminale no. Amen.

E’ ORA DI FINIRLA

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Gentile Enrico Letta,

abbiamo ascoltato le sue parole: sempre equilibrate, sottili, intriganti, a volte velleitarie, poi orgogliose, infine vuote, come quelle di qualsiasi governo che entra in carica. Cosa aspettate? L’Estate – come sempre – per poter fare le varie leggi-porcata come usualmente v’adoperate? 

Mi dispiace, non avrete più il beneficio dell’assenza degli italiani perché occupati in ameni giochi sulla spiaggia: sulle spiagge ci sarete solo voi, insieme al 10% della popolazione che possiede il 50% della ricchezza nazionale. Oramai, siamo allo stremo: se ci saranno vacanze, saranno di pochi giorni – magari col treno – per lo più a trovare qualche amico. Alberghi, residence, stabilimenti balneari, bar, ristoranti...sono attesi dalla stagione turistica più buia del dopoguerra: anche questo un bel risultato della vostra classe politica.

In campagna elettorale avete promesso la luna, poi “v’è toccato” fare il governo con Berlusconi – affari vostri – ma l’elettorato italiano s’era espresso in modo ben diverso: due italiani su tre s’erano espressi per un governo di radicale rottura con il passato. Invece. 

Ci si potrà incolpare all’infinito – se il rifiuto è iniziato da Grillo o da Bersani, se è continuato con Bersani e terminato con Grillo – ma non andremo da nessuna parte: fatto è che, adesso, Berlusconi vuole l’eliminazione totale dell’IMU, per godere di un successo indiscusso e mettervi all’angolo. 

Se concederete al Cavaliere questo privilegio – lei lo sa bene – non resterà altro: tutte le risorse saranno prosciugate dal taglio di 12 miliardi dell’IMU e, la società italiana, non ne avrà quasi nessun beneficio. Perché? 

Prima di continuare, ricordiamo ai meno attenti che fu Prodi, nel 2006, ad eliminare l’ICI sulle prime case e sui redditi più bassi. Dopo, giunse la famosa stoccata televisiva di Berlusconi – ovvio, i suoi amici palazzinari erano rimasti a bocca asciutta ed il suo elettorato lo richiedeva a gran voce – così, siccome ogni promessa è debito, si passò subito all’incasso, delegando al tandem Tremonti-Brunetta il compito di trovare i soldi. S’era nel 2008 e la crisi arrembante veniva negata: i ristoranti sono pieni – raccontava il Berlusca – certo, per i soliti noti. 

Brunetta e Tremonti trovarono nella Gelmini la vittima sacrificale – una che nemmeno sa cos’è un neutrino e fa il Ministro dei Tunnel... pardon dell’Istruzione – una persona viscida ed incompetente, pronta a tutto per compiacere il suo patron Berlusconi. Anche a triturare la scuola italiana. 

Difatti, arrivò la “riforma Gelmini” – la quale, altro non era che il diktat Brunetta-Tremonti – che la Gelmini controfirmò subito: la lesse? Dubitiamo. 

Con gli 8 miliardi “risparmiati” sulla scuola non si pagò più l’ICI: tutti contenti, soprattutto quelli che vanno in giro sulla Porsche Cayenne. Gli altri, già non la pagavano più. 

Quale fu il prezzo della riforma Gelmini e, poi, di quella Fornero sulle pensioni? E’ presto detto. 

Il penultimo posto in Europa per quanto riguarda le competenze informatiche e di comunicazione, e l’ultimo al mondo per quanto riguarda l’età media dei docenti: il nuovo ministro dovrebbe fare un giro nelle scuole, così potrebbe vedere in cattedra una generazione nata quando ancora nelle campagne c’erano i cavalli da tiro, una via di mezzo fra i suoi genitori ed i suoi nonni. Sono disperati, non più in grado d’interloquire con i ragazzi i quali – i famosi “nativi digitali”, mi scappa una risata – sono bravissimi a navigare su Facebook, un po’ meno se qualcuno gli chiede di sistemare l’indice di un database. 

Ma l’ICI fu salva e la promessa di Berlusconi al suo elettorato mantenuta. 

Oggi, caro Letta, le chiediamo di far tornare il Ministero dell’Istruzione (possibilmente Pubblica) un dicastero col portafogli: le “prassi” della controfirma d’ogni decreto che abbia valenza economica dei ministri della Funzione Pubblica e dell’Economia vanno eliminate. Ossia, se ne discuterà in Consiglio dei Ministri, altrimenti il ministero dell’Economia sarà sempre “maior” e gli altri “minus”. 

Infine, non ce ne frega nulla del Bilderberg, della Trilaterale, dell’Aspen Institut e di tutti gli altri consessi dei quali lei fa parte: chi l’ha votato l’ha fatto credendolo un parlamentare italiano, non un elemosinante in giro per l’Europa. Come? Ce lo chiede l’Europa? Chiedete all’Europa cosa succederebbe se l’Italia chiudesse i battenti e se ne andasse. Lo sa, vero? 

Da ultimo, non passi sotto silenzio gli ultimi avvenimenti: quell’uomo – disperato – che si è messo a sparare all’impazzata in Piazza Colonna. E’ un segno dei tempi: gli italiani – disperati – non sanno più come richiamare la vostra attenzione. 

Fate una legge proporzionale e basta – mediante la quale possiamo contarci – senza sbarramenti ed altri trucchi, e nemmeno c’ammansisca più in salsa tartara l’abolizione delle Province, perché tutti sappiamo che, senza prima una revisione delle competenze, non è possibile farlo. E le Regioni ed i colossali buchi nei bilanci della sanità? 

Tolga l’IMU sulla prima casa, dia la pensione agli esodati ed a quelli della scuola che ne avevano già maturato il diritto, e riveda radicalmente la riforma delle pensioni e del lavoro. Le risorse le troverà nell’abolizione dei sussidi elettorali, nei risparmi sugli F-15, sull’abolizione delle missioni “di pace” all’estero, sul taglio degli stipendi e delle pensioni d’oro di parlamentari, ministri, consiglieri regionali, provinciali e sindaci. Norma retroattiva: per noi sono sempre retroattive! 

Dunque, se Berlusconi se ne vuole andare e far cadere il governo, lo lasci pur andare, rimetta la delega e torniamo a votare: Napolitano dovrà rassegnarsi e rimanere in carica oltre i cento anni. 

Altrimenti? La prossima volta non so chi, ancora, prenderà qualche voto, Grillo compreso. 

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2013/05/e-ora-di-finirla.html
3.05.2013

DISOCCUPAZIONE, IL 2014 ANDRA' PEGGIO

Nel 2013 il mercato del lavoro continuerebbe a manifestare ''segnali di debolezza'' con un ''rilevante'' incremento del tasso di disoccupazione all'11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012). E' quanto prevede l'Istat, aggiungendo che nel 2014 il tasso di disoccupazione continuerebbe a crescere fino a raggiungere il 12,3%.

La spesa delle famiglie è prevista in contrazione dell'1,6% nel 2013 per effetto della diminuzione del reddito disponibile, con un moderato aumento dello 0,4% nel 2014.

Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo italiano pari all'1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero dell'attività economica, trainato prevalentemente dalla domanda interna, determinerebbe una moderata crescita dello 0,7%.

Per quanto riguarda il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche verso i creditori privati, può avere moderati effetti espansivi nel 2014. Lo afferma l'Istat nelle Prospettive per l'economia italiana nel 2013-2014, aggiungendo che "in particolare, l'immissione di liquidità nel sistema economico, potrebbe sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro condizioni economiche". 
Cadoinpiedi

Ecco cosa intendiamo per taglio delle consulenze e incarichi

Ricevo e inoltro da M5S Bareggio

La scorsa settimana il Commissario prefettizio ha nominato il nuovo Nucleo di valutazione. Tale organismo, la cui nomina spetta per legge al Sindaco, si occupa di valutare le performance dei dipendenti del comune, il che fa intuire immediatamente la sua importanza. Non comprendendo il motivo per il quale ci sia tutta questa fretta nel nominare tali componenti, in quanto consapevoli che il prossimo sindaco dovrà avvalersi di professionisti non scelti da lui, riteniamo soprattutto che la questione focale sia tuttavia un’altra. Il compenso massimo previsto all’anno per ciascun componente è di € 9.000, e ciò porterebbe dunque al Comune di Bareggio una spesa totale annua di 18.000 euro. La domanda perciò sorge spontanea: in un periodo in cui si tagliano servizi come il bus navetta settimanale o l' informagiovani,  è davvero necessario spendere tutti questi soldi per dei professionisti esterni? Rifacendoci inoltre ai compensi erogati nei Comuni del circondario abbiamo riscontrato che tali compensi sono estremamente spropositati, in quanto, a titolo di esempio, il comune di Magenta spende € 5.000 all'anno per lo stesso organismo. Questo fa capire come chi governerà Bareggio dovrà essere in grado di verificare e controllare anche queste spese, affinché non si distolgano risorse dai servizi per i cittadini e si destinino al funzionamento della macchina comunale. Simone Ligorio, il nostro candidato Sindaco, dichiara: "Qualcuno ha definito la nostra iniziativa sul bus navetta un' azione populista e afferma che le risorse sono troppo poche
per mantenere tutti i servizi." Noi le risorse per ripristinarlo le abbiamo già trovate, basterebbe dimezzare il costo del Nucleo di Valutazione.