lunedì 23 gennaio 2012

Andate a San Francisco, poi abbiate il pudore di dimettervi…


Dopo stasera, dopo San Francisco al 78% di raccolta differenziata in prima serata a “Presa Diretta” da San Riccardo Iacona, sindaci come Alemanno, Fassino, Pisapia, Renzi, Vincenzi…
Non hanno proprio più alcuna scusa. Non potranno più dire che non si può fare, non nella grandi città per lo meno.
Non potranno più scegliere discariche e inceneritori, affari e speculazioni.
Che si dimettano, piuttosto…
Dal Blog di Marco Boschini

Giorno della Memoria


Spettabili Redazioni Locali




Associazione Nazionale Partigiani Italiani - Anpi
Sezione "Carlo Chiappa" Sedriano/Vittuone
via Fagnani 35 - Sedriano 


L' Anpi (associazione Nazionale Partigiani Italiani ) riunite in Coordinamento di zona del Magentino (+ Cornaredo e Settimo M.se) propone ai Comuni e alle scuole del Magentino un progetto culturale in occasione del Giorno della Memoria (legge 20 luglio 2000 n. 211).Il Progetto prevede una mostra a tema , elaborata dalle stesse sezioni Anpi , con l'obiettivo di dare risalto a tale celebrazione  e anche di porre l'attenzione sul Pregiudizio (che significa giudicare senza conoscere) che ha generato tutti gli stermini razzisti dell'epoca nazifascista in Europa.
L'argomento trattato quest'anno è quindi IL RAZZISMO ,che fu la motivazione decisiva per la Shoa(sterminio del popolo ebraico) e per il Porrajmos (sterminio delle popolazioni Rom e Sinti),che in quest'ambito saranno unite in un'unica narrazione.
Il contenuto della Mostra è collegato ai principi sanciti dalla Costituzione, che sono patrimonio irrinunciabile e sostegno per la democrazia del nostro Stato.
In quest'ambito l' Anpi si configura come testimone e custode di Memoria Storica, simboleggiata dal filo rosso che lega gli eventi di questa parte di storia.
Per quanto riguarda Sedriano, la Mostra si terrà col patrocinio e la collaborazione del Comune di Sedriano presso la sala "Mario Costa" di Piazza del Seminatore nei seguenti giorni ed orari:.Venerdi' 27 gennaio 2012 apertura ore 9.30  con visite guidate delle scolaresche sedrianesi che vorranno visitarla, sia al mattino che nel pomeriggio;
. Sabato 28 gennaio apertura ore 9.30/12 e ore 15/18, con l'invito dell'Anpi sezione "Carlo Chiappa" a un breve incontro alle ore 15.30 per illustrare il significato dell'iniziativa alle Associazioni, forze politiche e Sindacali locali;
. Domenica 29 gennaio apertura ore 9.30/12.
Invitiamo cittadini associazioni scuole a partecipare.
Cordiali saluti.
Sedriano 9 gennaio 2012
Il Presidente Anpi  Vincenzo Capuozzo
cell. 3490084148

venerdì 20 gennaio 2012

Taglio piante Cascina Carla


Ciao a tutti.
Sono state tagliate tutte le piante che costeggiano la strada che va' da Bareggio a Cusago, nei pressi della Cascina Carla, è veramente uno spettacolo raccapricciante!
Hanno tagliato tutte le piante sul bordo del fontanile!
Chiedo se qualcuno sà qualcosa del misfatto perchè io so' che di solito a tagliare fanno presto poi a ripiantare... si vedrà.
Fate girare questo preoccupato allarme.
Grazie.
Pietro Grechi.

Liberiamoci dalle liberalizzazioni

Duccio Valori, già direttore centrale dell'IRI, commenta per Altreconomia la bozza del decreto che verrà votato domani dall'esecutivo. In determinati settori il prevalere dell'interesse privato e la concorrenza non possono portare alcun vantaggio per il cittadino. Solo un ferreo controllo pubblico, capace di tenere a bada la sete di profitto dei maggiori gruppi di pressione, potrebbe farlo 


In apparenza, le liberalizzazioni promosse dal governo Monti vanno a vantaggio del cittadino: la concorrenza servirebbe ad abbassare i prezzi ed  migliorare la qualità dei beni e servizi offerti, l’ingresso di nuovi operatori sarebbe avvantaggiato, il mercato, questo nuovo idolo, ottimizzerebbe tanto la domanda quanto -e soprattutto- l’offerta.
In realtà, le cose non stanno così. Ciò che appare intuitivo a prima vista, si rivela illusorio e addirittura negativo ad un esame più attento.
Se si apre un numero maggiore di farmacie, o se si concede un maggior numero di licenze di taxi, la domanda di farmaci e di trasporti privati resta la stessa; a meno che non si ritenga che i malati evitino di curarsi se trovano la farmacia chiusa (o se non  trovano nessuna farmacia), o che i cittadini che non trovano il taxi pronto al loro servizio non rinuncino al trasporto (non esistendo, di fatto, l’alternativa del trasporto pubblico che o non esiste o è assolutamente inaccessibile per problemi di efficienza, puntualità e qualità).
Considerazioni non dissimili valgono per l’ipotesi di liberalizzazione dei distributori di carburante: fermi restando il costo del barile di petrolio, e  quello della raffinazione e del trasporto, e ferme restando -purtroppo- le pesanti accise, l’unico costo che potrebbe essere eroso dalla concorrenza (meglio, dal libero mercato!) è il margine del distributore: margine che è già tanto modesto, che lo stesso decreto Monti prevede di integrarlo con la vendita di giornali, gadgets e balle varie. E dunque, anche la protesta dei distributori non appare del tutto ingiustificata.
Ma ben più seri sono i problemi posti dalla cosiddetta liberalizzazione delle reti: in altri termini, quelli consistenti nell’eliminazione dei cosiddetti monopoli tecnologici. Gli esempi non sono pochi: si va dalla separazione delle reti ferroviarie dai trasporti ferroviari alla separazione delle reti di trasporto dell’energia elettrica dalla produzione dell’energia elettrica stessa, fino ad arrivare oggi alla separazione della rete gas dalla produzione dello stesso gas, e forse domani (contrariamente a quanto previsto dal recente referendum popolare) a provvedimenti non diversi per l’acqua, anch’essa fornita tramite reti, anche se a livello locale anziché nazionale.
Dov’è lo sbaglio? Perché il mercato, che -pure con tutti i difetti apparsi negli ultimi tempi- dovrebbe garantire ricchezza e felicità a tutti, appare in questo caso sostanzialmente inadeguato?
La separazione tra treno e rotaia, o tra gas e tubo, implica che le due società -titolari l’una del tubo o della rotaia, e l’altra del gas o del treno- cerchino di massimizzare i propri utili, e quindi i profitti; ciò che può essere ottenuto sia riducendo i costi, sia aumentando i ricavi. Ridurre i costi significa tagliare sulle manutenzioni, come è avvenuto proprio nel primo Paese che ha separato treno e rotaia, il Regno Unito: conseguenza, peggioramento degli standard di sicurezza, guasti, ritardi, ecc. Aumentare i ricavi significa, nei casi citati, alzare le tariffe: il che sembrerebbe andare decisamente contro i principi della liberalizzazione stessa, che dovrebbe andare a vantaggio, e non a detrimento, dei cittadini/utenti.
Il problema non semplice dei monopoli tecnologici, e quindi del potenziale abuso delle posizioni di rendita che questi determinano, non si risolve con un utopistico ricorso alla concorrenza tra tubo e gas, o tra rotaia e treno, ma -come è sempre storicamente avvenuto- con la regolamentazione delle tariffe: se il gas (o il biglietto del treno) costano x, sarà interesse del gestore economizzare sui costi di approvvigionamento e di trasporto, proprio al fine di massimizzare il proprio utile; e poco importa che questo sia determinato dalla rotaia -o dal tubo- anziché dal treno o dal gas.
Naturalmente, quanto detto parte dal presupposto che esista un’Autorità pubblica in grado di fissare equamente le tariffe, e che questa Autorità sia ragionevolmente soggetta a istanze politiche e popolari: ad esempio, che determini tariffe o prezzi politici per determinati servizi pubblici che non possono essere ceduti ad un prezzo tale da remunerare costi fissi e variabili, come il trasporto collettivo, o che consentano alle società che estraggono e trasportano gas, come l’ENI e la SNAM, di realizzare profitti sufficienti sia alla manutenzione adeguata delle reti, sia a coprire i costi della ricerca e dell’estrazione. 
È evidente che un’Autorità pubblica sarà quasi inevitabilmente soggetta alle pressioni dei grandi gruppi di potere, fortemente avvantaggiati in termini economici e mediatici rispetto ai funzionari pubblici che dovrebbero prendere decisioni di tanta importanza: ma è proprio qui, e non in velleitari ricorsi alla sovranità del mercato, che il governo Monti dovrà far valere la propria differenza rispetto ai governi che lo hanno preceduto.


Altreconomia

Rassegna Settegiorni



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giovedì 19 gennaio 2012

Acqua: no alla privatizzazione. Non si raggiri il referendum


Migliaia e migliaia di cittadini stanno lanciando l'allarme sul possibile aggiramento da parte del governo dei risultati dei recenti referendum e che hanno segnato una clamorosa affermazione del no ad ogni ipotesi di privatizzazione dell'acqua.

Articolo di: Articolo 21
Foto di http://www.bambini-news.it
       
Migliaia e migliaia di cittadini stanno lanciando l'allarme sul possibile aggiramento da parte del governo dei risultati dei recenti referendum e che hanno segnato una clamorosa affermazione del no ad ogni ipotesi di privatizzazione dell'acqua”. Lo affermano Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 e Vincenzo Vita, senatore Pd. “Purtroppo questa impressione è stata rafforzata dalle affermazioni di alcuni esponenti del governo medesimo che hanno affrontato con superficialità colpevole una materia delicatissima e sulla quale si sono già espressi milioni e milioni di elettrici e di elettori. Proprio per queste ragioni sarebbe necessario ed opportuno che il governo recepisse, prima di assumere qualsiasi decisione in materia, la richiesta di un confronto avanzata dal Forum per l'acqua pubblica, richiesta che, sino ad oggi, non ha ricevuto risposta alcuna”.
Fonte: http://www.articolo21.org

Ponte nelle Alpi... e nel tuo??