venerdì 4 gennaio 2013

A CHI NUOCE LA GUERRA DEI TABACCHI ?

"A pensare male si fà peccato ma spesso si indovina". Purtroppo questa massima è sempre più d'attualità in una società il cui unico scopo è fregare il prossimo pur di trarre profitti. "La Sigaretta elettronica fà male ai polmoni!!" L'ha detto il telegiornale, vi hanno dedicato servizi in tele e radio. Porca zozza come fà male mi son detto! Allora indago!!

Da cosa è composta, vediamo un pò: - Glicole Propilenico: E' un solvente utilizzato per far sciogliere sostanze nei liquidi, è usato sia in campo farmaceutico che alimentare, non è cancerogeno. - Glicerolo vegetale: E' usato per sciroppi, creme e cosmesi, nonchè come additivo alimentare, non è controindicato nemmeno in gravidanza od allattamento. Acqua: Non aggiungo altro. Aromi alimentari: Anche qui c'è poco da aggiungere. 

Ove la si vuole c'è anche la nicotina: La nicotina non è cangerogena, da dipendenza si, ma non si muore di nicotina, a meno non la si metta in circolo in dosi notevoli (ad esempio 40 mg per via endovenosa) Come fà a far male la sigaretta elettronica? Allora continuo ad approfondire. Uno studio effettuato da un team di cardiologi afferma a tutto tondo che non fà male al cuore ne alle vene, di contro, immediatamente dopo, uno studio effettuato da uno staff di pneumologi tuona che la sigaretta elettronica procura danni ai polmoni ed alle vie respiratorie. 

Cacchio! Il vapore acqueo è pericoloso! Ecco spiegata allora la moria di bambini dediti alla pratica dell'aereosol. Ecco spiegate le stragi nelle cabine delle saune, per non parlare poi di tutta quella gente collassata sui marciapiedi solo perchè uscita di casa con la nebbia!! Approfondisco ancora. Lo staff degli pneumologi Greci che ha lanciato strali contro il vapore acqueo è guidato da una certa Dottoressa Christina Gratziou. Cavolo ma li stanno alla fame, non hanno soldi per curare la gente ed addirittura finanziano stè ricerche. Controlliamo chi ha finanziato realmente la ricerca...

SORPRESONA DI CAPODANNO...la finanziatrice per intero è la casa farmaceutica Pfizer. Accidenti quella casa che con le sue medicine cura il 90% delle malattie causate dal fumo, e indovinate un pò:...leggete cosa produce anche: Champix, farmaco commercializzato dalla Pfizer che ha per indicazione la disassuefazione dal fumo. Devo aggiungere altro o lo fate voi? Buon anno nuovo a tutti!!!!

Pegaso62
Fonte: www.comedonchisciotte.org

Rassegna Settegiorni


«Ciao Lella, ora danza per noi da lassù» Il commosso ricordo delle sue allieve: «Ci hai spinto verso obiettivi che parevano impossibili»
Se n'è andata a soli 41 anni stroncata da un malore al termine di un ...

Un contributo economico ai genitori «coraggiosi»
Anche quest'anno il Comune col contributo del Laboratorio famiglia eroga un buono ai genitori coraggiosi ...

«Ravasi candidato sindaco? Non abbiamo ancora deciso nulla»
BAREGGIO Mentre la Lega Nord ha già candidato da tempo Silvia Scurati e il Pd in ...

giovedì 3 gennaio 2013

IL 2013, UN ANNO STRAORDINARIO PER I DIRITTI UMANI

La cronaca (immaginaria) dell'anno che vorremmo. Dalla Siria all'Afghanistan, dal Medio Oriente all'Iran: un 2013 all'insegna del rispetto dei diritti umani fondamentali

Il 2013 è stato un anno davvero straordinario per i diritti umani. Con molta fatica e al termine di una dura selezione, abbiamo provato a riassumerlo in 12 buone notizie, una per mese. 

Gennaio: in Siria entra in vigore il cessate il fuoco previsto da una risoluzione del Consiglio di sicurezza, approvata all'unanimità. Oltre 10.000 osservatori delle Nazioni Unite vengono dispiegati in tutto il paese per garantirne il rispetto. La risoluzione prevede inoltre che debbano iniziare immediatamente negoziati sul futuro politico del paese, da cui saranno esclusi coloro che sono sospettati di aver ordinato o eseguito crimini di guerra, sui quali la Corte penale internazionale è investita delle relative indagini.

Febbraio: dopo oltre 11 anni, chiude il centro di detenzione di Guantánamo Bay. Tutti i reclusi non incriminati vengono rilasciati, gli altri vengono trasferiti in territorio statunitense per essere processati da tribunali civili, nei quali non saranno ammesse prove estorte con la tortura. L'amministrazione Usa avvia le procedure per riconoscere risarcimenti a coloro che sono stati ingiustamente detenuti per anni.

Marzo: in occasione della Santa Pasqua, al posto della tradizionale benedizione urbi et orbi, il Pontefice legge in oltre 80 lingue l'articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti".

Aprile: nella sua prima seduta, il parlamento italiano approva la proposta di legge che introduce il reato di tortura nel codice penale, abolisce il reato di "immigrazione clandestina" ed emenda la legislazione antidiscriminazione prevedendo d'ora in avanti pene aggravate anche per i crimini di odio sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere.

Maggio: in Pakistan, Asia Bibi viene rilasciata. Con lei, escono dal carcere centinaia di fedeli cristiani e di gruppi islamici considerati eretici e illegali. Dopo quasi 30 anni, il governo abroga le leggi antiblasfemia.

Giugno: con una dichiarazione congiunta sottoscritta tra le altre da Shell ed Eni, le compagnie petrolifere che operano in Nigeria s'impegnano a rispettare i diritti umani delle popolazioni del Delta del fiume Niger, a cessare immediatamente il gas-flaring in ogni impianto, a riparare le condutture difettose, a bonificare i terreni inquinati e a risarcire le comunità colpite dalle loro attività.

Luglio: il governo israeliano delibera la fine immediata degli insediamenti nei Territori occupati palestinesiinsieme a un programma di progressivo rientro dei coloni all'interno di Israele. Termina il blocco di Gaza. Hamas e Israele accettano di sottoporsi alla giustizia internazionale per i crimini di guerra commessi da entrambe le parti nei conflitti del 2008-9 e del 2012.

Agosto: in anticipo rispetto alla data stabilita, le forze internazionali si ritirano dall'Afghanistan. Lasciano il paese, con loro, anche i talebani e il governo Karzai, al posto del quale s'insedia un'amministrazione di sole donne.

Settembre: centinaia di prigionieri politici e di coscienza vengono scarcerati in Iran. Tra loro, l'avvocata per i diritti umani Nasrin Sotoudeh e il leader studentesco Majid Tavakkoli.

Ottobre: il premio Nobel per la pace viene assegnato a Malala Yousafzai, giovane attivista pachistana per il diritto all'istruzione. Le autorità cinesi scarcerano Liu Xiaobo, Nobel per la pace 2010.

Novembre: in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione di ogni forma di violenza sulle donne, tutti i paesi europei ratificano la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il femminicidio viene riconosciuto "emergenza dei diritti umani" in Europa.

Dicembre: l'Assemblea generale delle Nazioni Unite approva a larghissima maggioranza una risoluzione sullamoratoria delle esecuzioni, in vista dell'abolizione della pena capitale. Per la prima volta Usa, Cina, Iran e Iraq si astengono. 

di Riccardo Noury

Ecco perché ho scelto di candidarmi con Antonio Ingroia


Cari amici, da molti anni andiamo dicendo che non c’è e non ci sarà pace senza una politica di pace. Ma i nostri appelli e le nostre proposte si sono sistematicamente scontrati con un muro di ciechi, sordi e indifferenti (con tutto rispetto per i ciechi e per i sordi che continuano a essere privati della dignità e dei diritti fondamentali). Abbiamo sempre cercato di essere positivi e propositivi, aperti al confronto con tutti, anche con quelli che avevano le idee e i comportamenti opposti. Ma, tranne preziose eccezioni, abbiamo trovato scarsa considerazione e scarso ascolto. Neanche di fronte alle peggiori tragedie umane o alle proposte più concrete e ragionevoli. Col passare degli anni, insieme all’indifferenza è invece cresciuta una manifesta ostilità e si sono moltiplicati i tentativi di chiudere le organizzazioni, le istituzioni e le esperienze del pacifismo politico considerate troppo autonome e fastidiose.

Intanto la pace e i diritti umani sono stati cancellati dall’agenda politica e mediatica alla pari di tanti altri problemi che pesano sulla vita quotidiana delle persone, dei popoli e delle comunità. Cosa dobbiamo fare? Continuare come abbiamo sempre fatto o tentare un metodo nuovo? Da lungo tempo ci stiamo ponendo questa domanda senza trovare risposte certe e rassicuranti. Le strade appaiono compromesse, incerte e rischiose. Ma le crisi si moltiplicano e si aggravano drammaticamente. Dentro e fuori i confini del nostro paese. E chi non si accontenta della propria testimonianza, chi pratica la vicinanza agli ultimi e ai più vulnerabili, chi non si limita a parlare dei loro problemi ma cerca di risolverli, deve assumersi una responsabilità sempre più grande. Per questo ho deciso, insieme ad alcuni amici che condividono un intenso impegno civile, di accettare la candidatura alle prossime elezioni politiche del 24-25 febbraio proposta da Antonio Ingroia. Mi ha convinto la sua volontà di aprire alla società civile responsabile un nuovo spazio politico in un sistema bloccato, pericolosamente chiuso e autoreferenziale, spesso insensibile e incapace.

Abbiamo bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata sulla giustizia e sui diritti umani. In mezzo a noi crescono le sofferenze delle persone, le povertà, le disuguaglianze, le ingiustizie, i bavagli, la devastazione dell’ambiente e dei beni comuni universali, il ricorso alla violenza, alla guerra e al terrorismo, le violazioni dei diritti umani,… Ma non sono i problemi di sempre. Il mondo sta cambiando strutturalmente e molti nodi stanno giungendo al pettine causando un diffuso dolore. Per scioglierli ci vuole l’impegno di molti e una politica che sappia incoraggiarlo, facilitarlo, organizzarlo. Questo è il tempo della partecipazione responsabile. E di una politica che la valorizza e la sostiene concretamente. Di questo abbiamo disperato bisogno. Oggi, non domani. Perché domani sarà ancora più difficile.

In politica non si scende e non si sale. Si opera. Come fanno milioni di persone in tutto il mondo che provano un po’ d’amore per gli altri, che si occupano di persone anziane, bambini, giovani, donne, lavoratori, disoccupati, precari, esodati, persone con disabilità, incarcerati, affamati, disperati, migranti, rifugiati, emarginati, perseguitati, dimenticati,... Non usciremo dalla crisi in cui siamo sprofondati fintantoché questa Politica con la P maiuscola continuerà ad essere ignorata, derisa, marginalizzata e, in fin dei conti, soffocata.

Cambiare è possibile ma non bastano più le denunce, gli appelli e gli auspici.E’ necessario “forzare l’aurora a nascere” direbbero Giorgio La Pira, Ernesto Balducci e Tonino Bello. Rompere le consuetudini, uscire dai rifugi che ci siamo costruiti, rimettersi in gioco, scardinare le porte chiuse, aprirne di nuove dove ci sono dei muri, lasciare la strada conosciuta e arrampicarci su nuovi sentieri. Così io voglio continuare il mio impegno politico per costruire un’Italia nonviolenta in un’Europa e in un mondo più giusto, libero e solidale. L’Agenda è l’Agenda politica dei diritti umani. E’ l’Agenda della Perugia-Assisi. E di tanti gruppi, reti, associazioni e amministratori locali. La vita, la dignità e i diritti delle persone devono essere messe al centro dell’attenzione delle istituzioni e dell’informazione come stabilito dalla nostra Costituzione. Dobbiamo restituire la Rai-servizio pubblico ai cittadini. Dobbiamo passare dalla sicurezza militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale armata alla sicurezza comune. Dobbiamo ripartire dalle città-mondo, dai territori e dalle comunità locali, reinvestire sugli enti locali e sulla loro capacità di dare risposte concrete ai bisogni e ai diritti fondamentali dei cittadini. Dobbiamo reinserire l’Italia nella comunità delle nazioni che cooperano per la soluzione delle gravi crisi globali aperte e che vogliono costruire nuovi rapporti di giustizia e fratellanza tra gli stati e tra i popoli. Insomma, dobbiamo costruire una politica di pace e di giustizia. Per questo in Parlamento, come nella società, abbiamo bisogno di persone capaci di servire, unire e cambiare. Nessuno può pensare di fare da solo. E’ una grande responsabilità da condividere. Ai liberi e forti dico: “Facciamolo ancora una volta insieme.”

Flavio Lotti

Stranieri fermi a 5 milioni. Italia condannata per i respingimenti

Se il 2012 sarà ricordato per la sentenza storica della Corte di Strasburgo che ha condannato l’Italia per i respingimenti in mare, oltre che per la nuova sanatoria degli irregolari, sono stati anche altri gli eventi significativi per gli oltre 5 milioni di stranieri in Italia: dall’introduzione della Carta blu per i “cervelli provenienti dall’estero” all’allungamento a un anno del permesso di soggiorno per trovare lavoro.  

Immigrati stabili ma in movimento. Sono 5 milioni e 11 mila gli immigrati in Italia, secondo la stima del Dossier Caritas/Migrantes 2012. L’anno precedente erano 4.968.000, l’aumento netto è quindi del tutto esiguo rispetto alla stima dello scorso anno: circa 43 mila persone. Sono stati 262.688 i permessi di soggiorno validi alla fine del 2010 che, dopo essere scaduti, non sono risultati rinnovati alla fine del 2011, con la conseguenza di un rimpatrio non voluto o dello scivolamento nell’irregolarità. Nel precedente Dossier il dato era molto più alto: 684.413. Sono invece 231.750 i visti rilasciati dal ministero degli Affari Esteri nel 2011 per inserimento stabile.

Censimento: la popolazione cresce grazie agli stranieri. Il 2012 è stato anche l’anno del censimento Istat, secondo cui la popolazione straniera residente in Italia è quasi triplicata, dal 2001 al 2011, passando da 1.334.889 a 3.769.518 8 (il totale è 59,5 milioni).
Il commento del presidente Enrico Giovannini: “Dopo quasi vent’anni di stagnazione, in Italia la popolazione cresce di quasi il 4 per cento, un aumento dovuto esclusivamente alla presenza straniera”. La disparità dei dati tra il Dossier Caritas/Migrantes e il censimento è spiegata così da Franco Pittau, coordinatore del Dossier: “È notevole la differenza rispetto ai dati del censimento “che probabilmente non ha raggiunto tutti gli immigrati, resi sospettosi dalla crisi in atto come lo furono, nel 2001, a causa di una campagna elettorale dai toni astiosi nei loro confronti”. 

L'Italia non è più una meta ambita per i migranti. Oltre ai dati di Caritas/Migrantes e dell’Istat, ci sono quelli della Fondazione Ismu, che calcola al primo gennaio 2012 4 milioni e 403 mila immigrati.
Dal 2010 al 2011 il loro numero è cresciuto solo dello 0,5 per cento, pari a 27 mila persone. "Le cause della battuta d'arresto vanno cercate nel perdurare della crisi economica che ha investito l'Italia e l'Europa". In compenso sono in forte aumento gli italiani che emigrano all'estero: nel 2011 sono stati 50 mila, il 9 per cento in più rispetto al 2010. Attualmente vivono fuori dall'Italia circa 4,2 milioni di connazionali, "non molto meno degli stranieri in Italia".

Cie: permanenza ridotta a 12 mesi?
"Porteremo la durata massima a 12 mesi". L'ha detto il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri in audizione al Senato, convocata dalla Commissione Diritti Umani il 27 novembre 2012. La promessa è quindi quella di ridurre la permanenza degli immigrati nei Centri di identificazione e espulsione che attualmente è fissata a 18. Il provvedimento è attualmente in sospeso.

Respingimenti in Libia, Italia condannata a Strasburgo
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia il 23 febbraio con la sentenza sul caso "Hirsi e altri contro Italia". Era il 6 maggio 2009 e a 35 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali, le autorità italiane avevano intercettato una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza). I migranti erano stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati in Libia contro la loro volontà, senza essere prima identificati. Non è stato verificato se potessero chiedere asilo politico. Un respingimento frutto degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati da Berlusconi e Gheddafi. La Corte europea dei diritti umani ha dato quindi ragione ai “respinti”, riscontrando in particolare la violazione dell'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura, e stabilendo che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani. L'Italia è stata dunque condannata a versare un risarcimento di 15 mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili. L’Unhcr ha parlato di “sentenza storica”. Ma a ottobre, la Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh) ha denunciato che i respingimenti continuano: “È legittimo il sospetto che i respingimenti nel Mediterraneo verso la Libia proseguano nonostante l’ultima sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo”.

Decreto flussi e Carta blu
Sono 35 mila gli immigrati ammessi per lavoro stagionale dal decreto flussi del 21 marzo 2012. Oltre al decreto flussi per gli stagionali, è stato emanato il 23 novembre 2012 il testo del decreto flussi per lavoratori non comunitari. Il decreto prevede l'accesso al mercato del lavoro non stagionale per 13.850 stranieri. Il via alle domande è scattato il 7 dicembre 2012.
Nuove possibilità invece per i “cervelli” stranieri, che possono essere assunti direttamente dall'estero, senza passare dal decreto flussi. L’Italia ha adottato la Carta blu per i lavoratori qualificati, adeguandosi alla normativa europea l’8 agosto, giorno in cui il provvedimento è entrato in vigore.

Permessi di soggiorno, un anno per cercare lavoro
Il governo ha dato attuazione, senza modificarne i contenuti, ai provvedimenti, adottati dall’esecutivo precedente, sul contributo a carico dello straniero per rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno e sull'accordo di integrazione. Ma ha stabilito con la legge 92/2012 che il lavoratore straniero che resti disoccupato potrà cercare lavoro per tutto il tempo in cui fruisce di prestazioni a sostegno del reddito e, comunque, per non meno di un anno (anziché i sei mesi precedentemente previsti) e potrà anche prolungare il suo soggiorno oltre questo limite se in possesso di risorse sufficienti di origine lecita.

Giornalisti stranieri direttori di testata
I giornalisti stranieri possono diventare direttori di testata. A giugno del 2012 si è avviata a conclusione la lunga battaglia per i diritti civili dei “nuovi italiani” condotta dall’Ansi, associazione stampa interculturale, contro il requisito discriminatorio della cittadinanza italiana per i direttori.

Fonte: www.redattoresociale.it

mercoledì 2 gennaio 2013

PER IL 2013, PRETENDIAMO UNA NORIMBERGA NAZIONALE


Auguri, il 2013 sarà l'anno della Rinascita. Per gli omosessuali e le donne, per i poveri, per coloro che ancora sanno pregare nonostante questa Chiesa compromessa e complice, per gli indignati e i liberi, per quelli che si fanno schifo almeno una volta al giorno...


Un saluto al vecchio anno con questa scena finale de Il Padrino III
Breve riflessione: si può pensare di costruire un domani per il nostro paese sfuggendo al nostro passato? Senza pagare pegno? Don Michele Corleone, il Padrino, è riuscito a liberarsi dei suoi crimini, lasciando ad altri i propri affari? Il destino l'ha punito in quello che aveva di più caro: la figlia Maria, ammazzata sulla scalinata del teatro Massimo a Palermo. Si era conclusa l'opera la Cavalleria Rusticana, tra i cui cantanti protagonisti c'era il figlio dello stesso Padrino, l'eco degli applausi era appena scemata e la morte di Maria, per una pallottola vagante indirizzata al padre, ha chiuso per sempre il sipario, oltre il teatro, sulla vita.
Ed ecco che anche nel nostro Paese il passato nuovamente si presenta, minaccia, aggredisce: il sipario sta per abbassarsi sul vecchio anno e... chi meglio di noi conosce il melodramma?!

Lui è tornato, ancora più osceno sotto le sembianze di un Cinese dalla calottina di un pupazzetto da ovetto con sorpresa, con il sorriso che più non riesce a nascondere il ghigno. Suonano i tamburi dei suoi servi più fedeli, mentre egli irrompe nelle nostre case, Vecchio incontinente di parole e pensieri, che da oltre venti anni ci tiene in ostaggio. 
"Mi si è fidanzato" cinguetta una delle meno responsabili. Altri sono i comprimari della danza macabra che ha infestato l'Italia, uomini con ben altre responsabilità, poggiati sul piedistallo dell'equidistanza: equidistanza, in Italia, fa rima con vicinanza, al potente. 
Ripensando all'anno che è stato, mi ritorna in mente la nostra illusione: iniziammo il 2012 con cuore speranzoso dopo che, nel novembre del 2011, il grande ricattatore/ricattato era stato cacciato. E, allora, ancora una volta, invece di tentare di fare i conti con il passato, ci consegnammo - non tutti, ma certo in molti - al nuovo redentore, come se non fossimo stufi di essere redenti. Ed ecco che il 2012 ci lascia, ma non ci lascia il salvatore venuto dal freddo che, ahimè, ringalluzzito dagli Osanna - non di tutti, ma di molti - dopo ripensamenti e riflessioni, ha deciso di continuare a salvarci. Non prima di aver avuto l'approvazione di qualche importante cardinale e del Grande Centro. Ma se uno si sposta, cosa resta del centro, grande o piccolo che sia? Forse è un centro immobile, qualche cosa di celestiale, di miracoloso, che rimanda ad altro. 
Intanto, stanno preparando le liste, ovvio che qualcuno che già stava alla corte del Vecchio incontinente ne farà parte. Uomini e donne che hanno già calcato le scene, che caso mai, en passant, hanno anche confermato che una ragazzina minorenne, male amata e abbandonata, vissuta tra case di correzione e periferie cittadine, era stata accolta e accudita dal finto Cinese per bontà d'animo, non certo per lussuria, e perché il Vecchio credeva che fosse la nipote di un importante uomo di stato straniero. Speravamo che almeno la storia avesse un senso compiuto, che diamine: questa ragazzina è la nipote di un uomo potente, o una diseredata? E, poi, Il centro estetico: sogno di un Italia in bianco e nero! 

Possiamo costruire un futuro con questo passato? Con queste prese in giro che ancora ammorbano l'aria? Diceva un poeta: "la carità feroce del ricordo". Noi dobbiamo ricercare questa carità feroce. Noi dobbiamo pretendere una Norimberga nazionale. Qualcuno può obiettare: la Norimberga la fanno i vincitori. E cosa siamo noi cittadine e cittadini? Noi, indignati, noi che abbiamo sopportato piduisti mascherati da democratici, finti cattolici, vecchi travestiti da giovani, ministre improvvisate, ipocriti furfanti, falsi... Falsi e basta, e autentici traditori. Traditori dei servitori dello Stato che lo Stato ha mandato allo sbaraglio come ostacoli da eliminare sotto banco e intanto...Intanto i poveri diventano più poveri e i ricchi più ricchi: non è andata così in questi ultimi tempi? Certo, la crisi. Possibile che la crisi abbia solo sfiorato il Vecchio Cinese incontinente: una separazione da TRE MILIONI DI EURO AL MESE di alimenti! 
Già sento le sirene dei tromboni di turno, i molto intelligenti dissacratori - dissacrare sotto protezione -, che piacciono tanto: chi pensa così è un invidioso, un rosicone.
Rosicone di chi? 
Di un Vecchio solo. Ah, non è più solo: si è fidanzato, ufficialmente, anche la figlia ha conosciuto la nuova donna del papà. E sembra piacerle. Si può capire che si siano intese. La televisione dove esordì la nuova amata era una delle migliori della Campania e la ragazza: che classe, che dizione, che gestualità. Che sensualità contenuta. La Chiesa vicina al Vecchio Cinese è soddisfatta, lui ha messo la testa a posto: si è fidanzato con una brava fanciulla. 
Di una ex moglie, che ha dovuto sopportare i tradimenti e tutte quelle case infestate per anni da servi e comprimari e ha dovuto ascoltare e ridere di barzellette oscene. Sorvoliamo sul resto, per pudore. 
Di uno che sta per scoppiare per quanto ha ingurgitato, di tutto, anche di rabbia. Ma se si è dedicato al Paese?! Si è sacrificato! 
Povera Italia derubata, presa in giro e maltrattata.
Povera politica: cosa resta della responsabilità in politica e della politica? 
"[...] 'maltrattare' la politica, ridurla a mero esercizio di potere, o peggio ancora a puro interesse personale, è un atto gravissimo, che uccide la speranza, oltre che un atto stolto, perché, così facendo, si perde il bello della politica e le tolgono l'anima" (Tina Anselmi). 
Non possiamo più togliere l'anima alla politica e farcela togliere.
Siamo un Paese cattolico, cattolicissimo. Il papa ci guarda e ci protegge.
Almeno all'anima ci teniamo.

Auguri, il 2013 sarà l'anno della Rinascita, anche per chi non ha anima cattolica, o di qualsiasi fede, ma solo un'anima ricevuta per caso, forse per sbaglio, per gli omosessuali e le donne che non si coprono dalla testa ai piedi, per i poveri, per coloro che ancora sanno pregare nonostante questa Chiesa compromessa e complice, per gli indignati e i liberi, per tutti quelli che non avendo la fortuna di essere l'Uomo venuto dal freddo, non sono neanche suoi seguaci, quelli che non discutono ore e ore sulla vita del feto, quelli che non accettano di perdere il lavoro, quelli che pensano, quelli che sognano sogni che non si trasformano in incubi, quelli che non sono servi, quelli che si fanno schifo almeno una volta la giorno, pensando a quanto siamo spreconi e intanto altrove... 
di Anna Vinci 

La Visione Delle Donne Secondo Don Piero Corsi


Come credente mi sento indignato, come cattolico provo vergogna. Le esternazioni di don Piero Corsi, parroco di Lerici, cittadina della riviera ligure, sanno di integralismo talebano. Il volantino apparso nella bacheca della Chiesa di cui don Corsi è parroco recita:
L’analisi del fenomeno che i soliti tromboni di giornali e tv chiamano appunto femminicidio. Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza. Domandiamoci: Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise.
Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?“.
Mi fa orrore che una persona così, sia un sacerdote cristiano. Si può inquadrare meglio il personaggio ascoltandolo augurare un “colpo o un incidente” ad una giornalista colpevole solo di essere giornalista.La sua visione delle donne è quella che si ha per gli oggetti e sei un “frocio” se non hai certi istinti quando vedi una donna nuda.
Pensare che una persona del genere dica messa mi fa torcere le viscere. Il messaggio di Cristo “ama il prossimo tu come te stesso” è calpestato, oltraggiato, profanato da don Corsi. Nelle sue parole, nel suo pensiero, non c’è niente di cristiano. La carità, virtù cardinale, viene soppiantata da parole che sanno di lapidazione.
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” disse Gesù alla folla che voleva lapidare la meretrice. Secondo l’abominevole pensiero di don Corsi, la meretrice se l’è cercata la lapidazione. Questa persona ètotalmente inadatta ad essere sacerdote. Non è adeguato alla parola del Vangelo, anzi ne è l’antitesi, perché nelle sue parole c’è l’esatto opposto di quello che è l’insegnamento di Cristo.
Ci si aspetterebbe da parte della Curia, una presa di posizione forte.  Non solo per il volantino, ma anche per le parole di odio reiterato. Quanti di voi manderebbero al catechismo i propri figli da un sacerdote del genere?
Io non mi ci prenderei insieme nemmeno un caffè.