lunedì 2 aprile 2012

Il mistero delle caraffe filtranti: sono davvero sicure?


La scorsa settimana il ministero della Salute ha firmato una relazione tecnica sulle caraffe filtranti per l'acqua del rubinetto, ritenute finora da tanti consumatori uno dei migliori ritrovati per risparmiare e rispettare l'ambiente contemporaneamente. Quanto scritto dal ministero, invece, getta un'ombra su questi ritrovati e lascia aperti ancora tanti dubbi. Come spiega l'articolo di Roberta Ragni per Greenme.it
La travagliata storia delle caraffe filtranti sembra essere arrivata quasi definitivamente al capolinea: è arrivata la dura relazione tecnica del ministero della Salute firmata dal ministro Balduzzi, che accompagna il nuovo decreto sui filtri domestici per l'acqua. Il verdetto? Le caraffe filtranti non solo sarebbero una spesa inutile, ma potrebbero addirittura peggiorare la qualità dell'acqua potabile, eliminando, invece delle sostanze pericolose, le caratteristiche di potabilità, anche perché vengono vendute senza controllo e sulla base di vecchie disposizioni "inadeguate per la salvaguardia della salute". "Accuse" non certo morbide per le caraffe che, sempre secondo il Ministero, possono solo modificare le proprietà organolettiche, dal sapore all'odore, ma che hanno comunque bisogno di continua manutenzione, la cui mancanza "potrebbe addirittura far sì che nel tempo l'acqua in uscita perda le caratteristiche di potabilità". Inoltre, modificano l'acqua senza tener conto della sua composizione specifica, rimuovendo indistintamente calcio, magnesio e altri sali, mentre si pensa erroneamente, sostengono ancora dal ministero, che l'uso di un filtro possa eliminare sostanze pericolose e migliorare la qualità dell'acqua, come spiegano le pubblicità. Anche le indagini avviate da alcune Procure farebbero credere che sono convinzioni non supportate da elementi scientifici, come già sosteneva la perizia commissionata dal pm Raffaele Guariniello, che ha dimostrato che l'applicazione del filtro non migliora la qualità dell'acqua di rubinetto, impoverendola invece di sali minerali quali calcio, magnesio e potassio, necessari per l'organismo.
Per tutte queste ragioni, ora il Ministro della Salute Renato Balduzzi concede 6 mesi alle aziende per adeguarsi ai nuovi requisiti di sicurezza dei materiali, previsti nel nuovo decreto sui filtri domestici per acqua che, oltre alle caraffe filtranti, riguarda anche gli impianti fissi per i lavelli di case e ristoranti, e per rispettare l'obbligo della corretta informazione al cliente per permettere un acquisto consapevole. Gli uni e gli altri, insomma, dovranno ora rispondere a nuovi requisiti di sicurezza dei materiali ed essere accompagnati da dettagliate istruzioni d'uso. Esprimono soddisfazione per l'intervento del ministero l'associazione dei consumatori Adoc e la Uila (Unione Italiana Lavoratori Agroalimentari) . "Apprezziamo e sosteniamo l'intervento del ministro Balduzzi, che conferma i risultati delle indagini del Pm Guariniello e le nostre convinzioni: le caraffe filtranti sono inutili, ingannevoli per i consumatori e, in determinati casi, pericolose per la salute, in quanto privano l'acqua filtrata dei sali minerali", dichiarano il presidente dell'Adoc Carlo Pileri e il segretario Generale della Uila Stefano Mantegazza. "Qualora le aziende produttrici non dovessero attenersi a quanto indicato dal ministro - proseguono - ci auguriamo che vengano adeguatamente sanzionate e venga vietata la commercializzazione di tali prodotti che, oltre ad essere potenzialmente nocivi per la salute, costituiscono anche pubblicità ingannevole per i consumatori. Vengono vendute puntando sul fatto che l'uso di un filtro può eliminare le sostanze pericolose e migliorare la qualità dell'acqua, quando invece ne modificano solo le proprietà organolettiche". A queste dichiarazioni fa eco Altroconsumo , che riprende alcune parti della relazione in cui si parla "della falsa credenza che l'uso di un filtro possa eliminare le sostanze pericolose migliorando così la qualità dell'acqua". Ma, anche sulla base di indagini avviate da alcune Procure, a supportare queste affermazioni non ci sarebbe alcun elemento scientifico". Inoltre, "una scarsa manutenzione nel tempo farebbe perdere all'acqua anche le caratteristiche di potabilità". "Anche se la pubblicità lascia intendere che le caraffe garantiscono sempre e comunque un miglioramento della qualità dell'acqua, il test condotto da Altroconsumo ha dimostrato che per alcuni aspetti tendono a peggiorarla. Il fatto più grave è la proliferazione di batteri, prima non presenti, soprattutto verso la fine della cartuccia. L'acqua filtrata, insomma, contiene più batteri di quella del rubinetto. L'altro punto debole è l'eccessivo addolcimento.
Se, inoltre, l'acqua del rubinetto ha tutte le caratteristiche di potabilità necessarie, come stabilito dalla legge, non si può dire lo stesso per quella filtrata con le caraffe". Il paradosso, dunque, per Altroconsumo è che "si spendono soldi nella speranza di filtrare sostanze indesiderate, ma nel contempo possono esserne rilasciate di nuove, che non erano presenti nell'acqua di rubinetto". Ma per Brita, leader del settore che si era difesa contro il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità la scorsa estate, argomentando che i suoi filtri sono autorizzati in Germania e Austria, non c'è "nessun rischio per la salute" . Allora, che fare? Certamente la scelta migliore è bere l'acqua del rubinetto: costa meno di un euro all'anno, non obbliga a portare pesi a casa, è controllata rigorosamente, non fa consumare plastica, non produce inquinamento da trasporto merci. (www.greenme.it)

SENZA RITEGNO


Non so perché, ma questa mattina mentre navigavo su internet sono andato a rivedere il sito del sindaco www.monicagibillini.it. Ogni tanto in questi anni l’ho fatto, sperando di vedere qualche aggiornamento di uno strumento che molti si ricordano di utilizzare solo in campagna elettorale, ma non ho mai trovato nulla. Potete immaginare la mia sorpresa quando ho visto il sito con alcuni aggiornamenti. Tra le altre cose nella sezione il programma vi è una sorta di rendicontazione del proprio mandato. Poche righe e molto scarne direi, visto i buoni propositi del programma. Ad ogni modo un punto mi ha colpito in quanto ex presidente della consulta sport, nonché membro di un’associazione sportiva. Si tratta dei seguenti punti:
Sussidiarieta', Associazionismo e Volontariato  Il Comune di Bareggio ha beneficiato di un finanziamento della Comunità Europea dal titolo “Cooperazione e Sussidiarietà” il beneficio ottenuto è pari a circa 39.000,00 € che ha consentito di svolgere un lavoro con l’Università Bicocca di rivisitazione del regolamento delle libere forme associative così che i contributi erogati alle numerose associazioni culturali, ambientali, sociali, sportive, educative e altre (in tutto sono circa 68 che ricevono circa 100.000,00€ di contributi annui) siano improntati a criteri che riconoscano i servizi erogati dalle stesse
Tralasciamo il fatto che l’intervento è costato € 39.000 (soldi della comunità europea, ma pur sempre soldi pubblici), ma stiamo parlando di un regolamento che non è stato ancora approvato. Infatti la consulta sport, ha concluso i lavori con l’amministrazione a ottobre, ma ad oggi non si è visto nessun documento ufficiale. Infatti l’altra sera nella riunione con l’assessore allo sport Roberto Lonati, dopo aver chiesto a che punto era il documento, questi ha detto che ancora non è stato concluso per la parte che riguarda le altre realtà associative (ambiente, sociale, ecc.). Quindi Sindaco, non è vero che il regolamento è stato rivisto, sono stati fatti degli incontri, infatti occorre che venga approvato in Consiglio, ma penso che forse per il prossimo anno ce la farà! Ricordo che l’incarico è stato dato all’inizio del 2011, quindi dopo più di un anno non c’è ancora niente. Sui contributi stendiamo un velo pietoso, sempre in ritardo e sempre meno.  Oltre a ciò vorrei dire che con il sistema di contribuzione voluto dall’amministrazione, non saranno più finanziate iniziative quali la gara podistica della “SAN MARTIN IN MES I VIGN”.
A questo aggiungo che nel programma elettorale del Sindaco la parte della contribuzione alle associazioni era ben esplicitata e chiara, peccato che nella bozza di regolamento che ci è stata proposta è completamente diversa. COME DISATTENDERE LE PROMESSE FATTE AI CITTADINI!
P.S.
Sindaco, non mi ringrazi per la pubblicità al suo sito. 
Simone Ligorio

Tutti a scuola a Mirabello Monferrato (AL)


Scuola di Alt(r)a Amministrazione. A Mirabello Monferrato, dal 26 al 29 aprile 2012
Fiera del baratto, riciclo e riuso. A Mirabello Monferrato, Domenica 29 aprile 2012 
Relatori internazionali, Amministratori da tutta Italia, studenti delle Superiori e dell’Università, cittadini. Quattro giornate per confrontarsi su scuola, etica, finanza, lavoro, salute. Su gestione del territorio, democrazia partecipativa, impronta ecologica, nuovi stili di vita e gestione dei rifiuti. L’iscrizione è aperta a tutti.
Organizzatori: Comune di Mirabello Monferrato, Associazione dei Comuni Virtuosi, Provincia di Alessandria
In Collaborazione con: Istituti scolastici superiori Liceo Balbo, Sobrero di Casale Monferrato, Coop. SENAPE di Casale Monferrato, AICA, (Ass. Internazionale Comunicazione Ambientale), Banca Etica, LIBERA.
Sponsor: Novamont, Cooperativa Erica, Eco Tecnologie. Partner ristoro: Proloco Mirabello ed Equazione Casale Monferrato. Partner tecnico: LAN Service. Media partner: Sicurezza e Lavoro, Radio Gold.
Target
  • Studenti delle Superiori e dell’Università.
  • Amministratori, cittadini.

L'intransigenza del governo e le ragioni della società civile


Anche se sui giornali e nelle televisioni non se ne parla più, non si è fatto alcun passo indietro rispetto all’acquisto di 131 caccia bombardieri F35. Anche se non se ne parla quasi più, la Tav tra Torino Lione è una questione tutt’altro che risolta.

di Pietro Raitano - 28 marzo 2012



Spendere 15 miliardi di euro per dotarsi di armi dal “discutibile” (per usare un macabro eufemismo) utilizzo e dalla infondata utilità non è una decisione da poco, così come realizzare una tratta ferroviaria costosa, distruttiva del territorio e inutile. Inutile e dannosa, come hanno dimostrato decine di ricerche indipendenti che la maggior parte dei politici e dei commentatori ha deliberatamente ignorato. 
Il silenzio che è calato su queste vicende è preoccupante. Perché è voluto da chi considera le proteste della società civile come un “passaggio” da sopportare e assecondare, per poi però tirare dritto come se nulla fosse. Facendo finta di niente.
Invece l’acquisto degli F35 e la realizzazione dell’Alta velocità tra Torino e Lione costituiscono uno spartiacque. Chi li sostiene ha perso del tutto credibilità: o per incompentenza, o per interessi più o meno nascosti. Siano essi politici, giornalisti, imprenditori, sindacalisti. 
Il 2 marzo a Roma è stato presentato l’ennesimo rapporto del Nimby Forum, che monitora le proteste territoriali contro opere di varia natura. Già il nome che si è data l’organizzazione svela la lettura che viene data. Il Nimby Forum ha contato 331 opere contestate in Italia, metà delle quali ancora in fase di progetto. “Di questo passo l’Italia si blocca” è stato il commento più diffuso sulla stampa nazionale. 
Inutile ribadire che la retorica del “fare”, del “decidere”, ci ha stancato. È vecchia.
Il presidente dell’associazione Aris, da cui nasce il Forum, ha però ricordato i vantaggi dell’avere un governo tecnico al potere: non dover sottostare al “consenso elettorale” e quindi avere più libertà nel portare avanti le opere.
A pensarci bene, è un ragionamento pericoloso. Perché un conto è combattere le clientele e le contingenze -tanto frequenti coi governi precedenti, di qualsiasi parte politica fossero-, un conto è ignorare la sovranità costituzionale del popolo. 
Il quale non si può presupporre essere incapace di scegliere il meglio per sé stesso. 
La superficialità con cui si guarda alle ragioni della società civile è arrogante, offensiva, ignorante. 
Quindi inaccettabile. 
Anche perché la stessa “intransigenza” non si vede in altri campi. Ad esempio, quando l’esecutivo ha cercato di annullare la pratica delle commissioni bancarie legate all’erogazione del credito a famiglie e imprese. Quando ancora la norma era una bozza, la levata di scudi del mondo bancario è stata eccezionale: l’intero comitato di presidenza dell’Associazione bancaria italiana, guidato dal presidente Giuseppe Mussari, ha presentato in blocco le proprie dimissioni. Ottenendo il dietrofront del governo (addirittura Il Giornale ha titolato “Ecco i banchieri no global. La finanza sale sul traliccio”: un cortocircuito comunicativo notevole). 
Una cosa analoga è avvenuta in merito alla regolamentazione dei pagamenti della grande distribuzione organizzata ai propri fornitori (ne parla Maurizio Gritta a pagina 21). La stessa intransigenza non si mostra nei confronti della Fiat, che impone le proprie politiche industriali al Paese in barba ai 2,5 miliardi di euro di aiuti di Stato che ha ricevuto negli ultimi 20 anni (senza contare la cassa integrazione). 
La verità è che questi anni, questi mesi sono il tempo che ci è dato per giocare una partita fondamentale, che condizionerà questa e le prossime generazioni. Una partita che contrappone modelli e paradigmi, a volte inconciliabili. 
Ma che presuppone un profondo cambiamento culturale, che non può che provenire dal basso, dalle periferie (come la Val di Susa). 
“La vera prigione -ha scritto l’attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa- non è il tetto che perde, non è il ronzio delle zanzare nell’umida, miserabile cella [...]. Non è questo. Sono le bugie che ti hanno sfondato il cranio per un’intera generazione”.

Una serata di poesia all’insegna della cultura al femminile


L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE PER LEGGERE E DIVERSE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO, HA PROMOSSO UNA SERATA DI INCONTRO CON LA POESIA LOCALE
Bareggio “Il Canto dell’Anima – Seguendo le voci del fiume - versi senza tempo, poesie ed emozioni” è il titolo della serata che ha visto il gradimento della cittadinanza bareggese nella splendida sala convegni dell’edificio Giovanni Paolo II°.
La serata promossa dagli Assessorati Cultura e Identità Locale e Pari opportunità del Comune di Bareggio e dalla Fondazione Per Leggere Biblioteche Sud Ovest Milano, patrocinata dalla Provincia di Milano e realizzata in collaborazione con l’associazione culturale bareggese Circolo dell’Arte e dello Spettacolo, ha visto come protagonista la poesia.

Da Ada Negri poetessa e scrittrice nata a Lodi nel 1870 e morta a Milano nel 1945 alle poetesse locali: Maria Mara Marchesi, ideatrice del progetto, Savina Speranza, Anna Lamarina, Agnese Coppola, tutte residenti a Gaggiano e Greta Magani di Robecco Sul Naviglio.
A presentare e introdurre le poesie Sergio Ragno, Presidente dell’Associazione Culturale di Gaggiano “Altre Voci Altri Suoni” di cui per altro le quattro poetesse di Gaggiano fanno parte, con la collaborazione di Maria Angela Barrillà, altra socia di A.V.A.S.

La prima poesia ad essere interpretata è stata La madre di Ada Negri, una delle voci più autorevoli della poesia italiana del Novecento e madre letteraria delle nostre poetesse. Di Mara Marchesi sono state lette Il Mare, compresa la versione in francese e Su un letto di erba chiara dal libro “Parole tonde e papaveri” pubblicato nel 2010. Da Se.Greta.Mente di Greta Magani, pubblicato nel 2009 sono state lette Col rossetto rosso e Musica gitana. Agnese Coppola ha scelto invece di presentare Le Grazie e Allegoria della vita dalla raccolta “Nella terra di mezzo”, pubblicato quest’anno. Di Anna Lamarina sono state lette Canzone Berbera, anche nella versione in francese e Momenti dal libro “Onde”, del 2011. Savina Speranza di cui sono stati pubblicati l’anno scorso “Un’esplosione (malinconica?) di colore” e “Non mi rannicchio in un buco aspettando il freddo” sono state lette Speranza e Il gioco a incastri.

Per concludere si è condivisa Tramonto di Ada Negri e Le parole che non ho detto a mio padre di Maria Marchesi.


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Sportello affitti erogati i contributi


Bareggio Su 101 domande pervenute le richieste idonee sono 92, di cui 26 per situazioni di grave difficoltà, 76.423,00€ il totale dei contributi erogati di cui 25.000,00€ provengono direttamente dal bilancio comunale, il resto è finanziato da Regione Lombardia

BAREGGIO (29 marzo 2012) – E’ di questi giorni la comunicazione dell’Assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale indirizzata a coloro che nell’anno 2011 hanno presentato domanda per ottenere un contributo nel pagamento del canone di locazione.
La Giunta Comunale ha infatti deliberato l’istituzione dello “Sportello Affitto 2011” presso il Settore Famiglia e Solidarietà Sociale, come ogni anno in base alle indicazioni fornite da Regione Lombardia, così da consentire l’erogazione del contributo.

Per l’anno 2011 a fronte della riduzione dei fondi stanziati da Regione Lombardia passati da oltre 100.000,00€ dell’anno 2010 a 51.422,00€ dell’anno 2011, la Giunta Comunale ha deciso di mettere a disposizione maggiori risorse rispetto a quelle previste dalle regole regionali, garantendo così un contributo a carico del bilancio comunale pari a 25.000,00€ anziché gli 8.000,00€ previsti dalla Regione a carico del Comune. L’Amministrazione Comunale negli anni passati ha infatti sempre concorso a integrare il fondo affitti regionale, con risorse proprie, per un importo pari alla copertura del 10% del contributo regionale per le domande idonee ordinarie e del 20% dell’importo del contributo regionale per le domande dei cittadini risultanti in grave difficoltà socio-economica.

I cittadini ammessi al contributo possiedono i seguenti requisiti:
• essere titolari di contratto di locazione efficace e registrato
• essere cittadini italiani o appartenenti all’Unione Europea
• essere cittadini di altro Stato in possesso di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno biennale e residenti da almeno 10 anni sul territorio nazionale o da almeno 5 anni in Lombardia, con regolare contratto di lavoro.

Alcune novità riguardano i redditi non proporzionati rispetto all’affitto dichiarato, in questi casi anziché il reddito effettivamente dichiarato la Regione ha deciso di considerare l’affitto pagato, è stato inoltre introdotto un limite di accesso rispetto all’ammontare dell’affitto pagato.
Nell’anno 2011 sono pervenute presso il Comune di Bareggio 101 domande, di cui 66 idonee ordinarie e 26 da parte di persone in grave difficoltà socio-economica. Le domande valutate non idonee sono pari a 9.

L’ammontare totale dei contributi è pari a € 76.422,38 così suddiviso:
• 51.422,38 € erogato dalla Regione
• 25.000,00€ erogato dal Comune.


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Rassegna Settegiorni


TASSE LA LEGA NORD CHIEDE ALLA GIUNTA DI NON GRAVARE ULTERIORMENTE SUI CONTRIBUENTI 
BAREGGIO. «L'Imu? Mettetelo al minimo possibile». E' la proposta della Lega Nord, formulata attraverso una mozione che sarà  messa ai voti ...


INDAGINE AL VIA 
Bareggio. Un sondaggio per capire le esigenze dei ragazzi. L'assessorato alle politiche giovanili, attraverso il servizio Informagiovani, ha avviato un'indagine dal ...


IN BIBLIOTECA MIKAELE FLOREZ HA ILLUSTRATO QUALCHE TECNICA DI «FOOD STYLE» 
Bareggio. Imparare l'arte di creare con la frutta e la verdura. Il coordinamento genitori democratici venerdì 23 marzo nella biblioteca di ...




DAL COMUNE 
Bareggio. Al via la raccolta delle manifestazioni di interesse del settore imprenditoriale per lo sviluppo del Piano di insediamenti produttivi di ...


EROGATI I CONTRIBUTI ALLE FAMIGLIE 
Bareggio. Erogati i contributi alle famiglie che hanno chiesto un aiuto per il pagamento del canone di locazione. Su 101 domande ...